Al Sindaco di Firenze
Dott. Dario Nardella
Palazzo Vecchio
Firenze
sindaco@comune.fi.it
uff.sindaco@pec.comune.fi.it

Milano, 21 giugno 2021 

Ill.mo Sig. Sindaco,

torno a scriverle ancora una volta in qualità di Presidente di LNDC Animal Protection, associazione che da 70 anni si occupa di tutelare gli animali da ogni genere di sopruso e maltrattamento e difendere i loro diritti. L’argomento è sempre lo stesso per il quale le ho già scritto in passato senza ricevere alcun riscontro da parte sua: le “carrozzelle”.

Il cavallo “impazzito” in centro a Firenze, che è scappato trascinandosi dietro il calesse, travolgendo alcune persone e galoppando fino alla Loggia della Signoria, dove ha trovato finalmente un po’ di ombra, è la palese dimostrazione del disagio che patiscono questi animali. Ma dire che il cavallo è impazzito in realtà è ingiusto e riduttivo; quel cavallo si è finalmente ribellato a un sistema di sfruttamento che non tiene nella benché minima considerazione il benessere e la salute sua e dei suoi simili.

Ancora una volta, torno a farle notare – e soprattutto a chiederle – in che modo l’attività delle carrozzelle possa essere considerata conforme con quanto previsto dall’art. 40 del Regolamento per la Tutela degli Animali del suo Comune e cioè che il cavallo “va trattato con rispetto e dignità proprie di un essere senziente”. Ma del resto i paradossi nel suddetto regolamento sono una costante, visto che l’articolo 43 consente l’uso della frusta e il divieto di circolare con temperature superiori a 35°. Vorrei, gentilmente, che mi spiegasse in che modo la frusta possa non “recare danno o molestia all’animale” (art. 43) e al tempo stesso garantirne il rispetto e la dignità. La prego, cortesemente, di illustrarmi come si fa a frustare un essere vivente in maniera rispettosa e dignitosa perché la fustigazione è qualcosa che è storicamente riservata agli schiavi, per antonomasia esseri privati di qualsiasi dignità.

Pertanto, al fine di garantire agli animali “la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali” (Art. 8) e visto che il Comune di Firenze “riconosce alle specie animali non umane diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche” (Art. 1 del Regolamento), è ora che Lei faccia qualcosa di concreto per mettere fine alla sofferenza di questi meravigliosi animali.

In caso contrario, è evidente che il citato Regolamento è soltanto carta straccia che nemmeno Lei – primo cittadino – ha alcuna intenzione di far rispettare nei suoi principi fondamentali. Davvero un pessimo biglietto da visita per una città che dovrebbe essere un faro di cultura e civiltà.

Distinti saluti,

Piera Rosati
Presidente