Al Presidente
della Regione Sicilia
Dott. Sebastiano Musumeci
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Milano, 19 febbraio 2018

OGGETTO: avvelenamento randagi.

Ill.mo Presidente Musumeci,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con oltre 100 sedi locali – tra cui 6 sedi nella Sua Regione – e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Quello che sta avvenendo in Sicilia in questi giorni è gravissimo e inaccettabile e purtroppo ha le proprie radici nella inefficienza delle istituzioni, oltre che in una cultura retrograda e priva di sensibilità. Prevenire la strage che si sta compiendo attualmente a Sciacca e dintorni era possibile con l’attuazione di adeguate politiche di controllo del territorio, incentivando la sterilizzazione dei cani di proprietà e sterilizzando i randagi che, lo ricordiamo, sono comunque sotto la responsabilità del Sindaco del Comune in cui stanziano. La proliferazione dei randagi è la conseguenza della mancata attuazione delle norme che regolano la tutela e il benessere degli animali, in primis la Legge Quadro 281/91 e la LR 15/2000, arrivando poi a drastiche “soluzioni” come quella drammaticamente adottata ultimamente.

L’avvelenamento di decine e decine di cani è una barbarie che non dovrebbe avvenire in un Paese che si considera civile. In particolare, l’imminente passaggio del Giro d’Italia proprio in quelle zone lascerebbe pensare a un’azione di “pulizia” del territorio in vista della manifestazione, il che renderebbe ancora più ignobile tale efferatezza.

È ora che la Regione Sicilia entri nel 21° secolo e adotti tutte quelle misure necessarie a tutelare gli animali e a contenere il fenomeno del randagismo, applicando correttamente le norme succitate e promuovendo anche un cambiamento culturale verso il rispetto della vita altrui.

LNDC provvederà a sporgere le necessarie denunce all’autorità giudiziaria al fine di individuare le responsabilità di tutti gli attori coinvolti in questa scellerata gestione del randagismo, dagli esecutori materiali delle uccisioni alle istituzioni che avrebbero dovuto vigilare e bonificare in tempi rapidi.

Distinti saluti,

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati