Al Presidente della Regione Lazio
Dott. Nicola Zingaretti
presidente@regione.lazio.it
protocollo@regione.lazio.legalmail.it

Milano, 11 agosto 2021

Oggetto: caccia alla fauna selvatica nelle aree protette

Egregio Presidente,
scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 80 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Ho appreso con enorme disappunto della decisione presa dalla sua amministrazione sulla gestione della fauna selvatica tramite una norma inserita nel collegato al bilancio approvato nei giorni scorsi. L’idea di affidare ai proprietari di fondi e agli agricoltori l’abbattimento degli animali selvatici in sovrannumero sarebbe già una assurdità, ma consentirlo anche all’interno delle Aree Protette è veramente una cosa incredibile e irricevibile. Un’idea che rappresenta perfettamente l’incapacità delle istituzioni nel gestire un vero e proprio patrimonio come quello della fauna selvatica, il cui sovrannumero odierno è dovuto alle miopi politiche di ripopolamento degli anni passati a fini venatori

Insomma, si cerca di rimediare a un errore con un errore ancora più grande. È provato infatti che le uccisioni indiscriminate non servono a ridurre la popolazione dei selvatici dato che questi, perso l’equilibrio all’interno dei loro gruppi sociali, tendono a riprodursi ancora di più. Senza contare comunque la crudeltà di voler far pagare agli animali il conto di un errore tutto umano e perpetrato per fare un favore alla solita lobby delle armi e della caccia.

Siamo nel 2021, ma vedo che ancora oggi una Regione che dovrebbe essere moderna si ostina a utilizzare metodi da età della pietra senza tenere nella minima considerazione il rispetto della vita della fauna selvatica, vista sempre e solo come un problema anziché come una risorsa e un patrimonio dello Stato, come è giustamente considerata a livello legale.

La invito quindi a rivedere questa decisione e a valutare metodi meno cruenti per facilitare la convivenza dei selvatici con l’uomo, soprattutto rispettando quelle che dovrebbero essere “aree protette”.

Confidando in un positivo riscontro, porgo cordiali saluti.

Piera Rosati