Al Parroco
Chiesa Beato Pier Giorgio Frassati
Torino
parr.frassati@diocesi.torino.it

Milano, 28 maggio 2019

Oggetto: Pavel e il sig. Giorgio

Egregio Parroco,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 100 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Ho appreso da diverse testate giornalistiche della storia di Pavel, il labrador a cui lei ha impedito di assistere al funerale del suo compagno umano di vita Giorgio, mancato a 84 anni. Francamente è scoraggiante constatare che anche una figura come la sua, che dovrebbe dare esempio di inclusione e accoglienza, abbia invece preferito la via dell’esclusione e della discriminazione.

Da quanto ho letto, Pavel è un cane anziano che è stato vicino al Sig. Giorgio fino ai suoi ultimi momenti su questa terra. Un compagno fedele e amato anche dagli altri parenti, che avrebbero voluto averlo vicino in questo momento triste di distacco essendo a tutti gli effetti anche lui un membro della loro famiglia. Probabilmente lei non ha mai avuto la fortuna di avere nella sua vita un animale domestico, altrimenti saprebbe la ricchezza e l’amore che possono dare questi esseri diversi da noi – né migliori né peggiori – ma capaci di creare legami indissolubili, dando un supporto fondamentale a tante persone con la loro vicinanza.

È davvero triste quindi che lei non abbia permesso a Pavel di stare vicino al suo compagno umano nell’ultimo viaggio, così come è triste che non abbia permesso ai suoi familiari di avere vicino un vero amico nel momento in cui ne avevano più bisogno.

Mi auguro che vorrà fare tesoro di questa esperienza ed evitare di ripetere un errore tanto grossolano quanto impietoso come questo in futuro.

Un cordiale saluto,

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati