Spett.le
Ministero della Salute
Direzione Generale della Sanità Animale
Viale Giorgio Ribotta, 5
00144 Roma

Inviata via PEC all’indirizzo: dgsa@postacert.sanita.it

 

Oggetto: emergenza da Coronavirus – sanità pubblica veterinaria – richiesta ulteriori chiarimenti

 

Spett. dott. Borrello,

scrivo la presente nella mia qualità di Presidente nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane per significarLe quanto segue.

In questo periodo di emergenza, stiamo continuando a ricevere da tutta Italia delle richieste di chiarimenti da parte di cittadini e di volontari delle nostre sezioni, presenti su tutto il territorio nazionale, su alcune questioni che risultano allo stato non ancora specificatamente regolamentate nelle Vostre note n. 5086 del 2/3/2020, 6249 del 12/3/2020 e 6579 del 18/3/2030.

In particolare, le attività di sterilizzazione di cani e gatti non sono espressamente contemplate nelle misure adottate e di fatto sono state quasi ovunque bloccate, nonostante queste siano indispensabili per il controllo della popolazione canina e felina sul territorio, e dunque anche per motivi di salute e sicurezza pubblica.

Inoltre, in base alla nota n. 5086/20, richiamata nella n. 6249/20, le attività afferenti alle operazioni di affido degli animali da parte dei canili sanitari e dei rifugi sono considerate differibili (per un periodo di 30 giorni), salvo esigenze inderogabili legate al benessere degli animali. Ed è evidente che le operazioni di affido sono sempre finalizzate a garantire una situazione di benessere per gli animali che non può essere raggiunta nei canili e nei rifugi. Vanno pertanto salvaguardate tali attività e consentiti gli spostamenti finalizzati al perfezionamento dell’adozione.

Infine, se da un lato la nota n. 6579/20 chiarisce che sono consentite le attività di accudimento degli animali presenti nei canili e nei gattili e l’accudimento e la cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà, dall’altro non regola espressamente la situazione dei cani reimmessi sul territorio o cani di quartiere, sicché vi sono state contestazioni in ordine ad alcuni spostamenti di volontari che si stavano recando ad alimentare cani appartenenti alle dette tipologie di cani liberi accuditi. Anche in questo caso, è evidente che le cure in favore dei predetti cani sono indispensabili ai fini della tutela del loro benessere, oltre che della pubblica incolumità.

Pertanto, tutte le predette attività (sterilizzazioni, attività di adozione, accudimento dei cani reimmessi sul territorio o di quartiere) meritano di essere salvaguardate anche in questa fase emergenziale e si confida in un intervento chiarificatore nel senso da noi auspicato.

Cordiali saluti,
Piera Rosati

Presidente nazionale

Milano, 2 aprile 2020