Al Direttore Generale Sanità Animale
Ministero della Salute
Dott. Silvio Borrello
sanita.animale@sanita.it
dgsa@postacert.sanita.it

e, p.c.
Presidente Regione Sardegna
Dott. Francesco Pigliaru
presidente@regione.sardegna.it
presidenza@pec.regione.sardegna.it

Assessore alla Sanità
Regione Sardegna
Dott. Luigi Benedetto Arru
san.assessore@regione.sardegna.it
san.assessore@pec.regione.sardegna.it

Milano, 18 aprile 2018

Oggetto: randagismo e canili in Sardegna.

Egregio dott. Borrello,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con oltre 100 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

Stando a quanto riferito dalle nostre Sezioni locali, la gestione del randagismo e dei canili in Sardegna è irregolare e ai limiti della legalità. I pochi canili sanitari che ci sono fanno riferimento solo al Comune di appartenenza e quindi la stragrande maggioranza dei cani accalappiati finisce direttamente nei canili rifugio, contrariamente a quanto previsto dalla normativa. Le Direttive emanate dalla Regione Sardegna nel 2010 in materia di randagismo, infatti, prevedono una serie di precise attività amministrative e sanitarie di competenza della ASL da eseguire nei canili sanitari: dall’identificazione dei cani accalappiati alla sterilizzazione delle femmine, dai trattamenti antiparassitari e profilattici ai prelievi per la diagnosi di malattie. Pertanto, in assenza di strutture sanitarie, queste attività nel migliore dei casi ricadono sulle spalle dei gestori dei canili rifugio mentre nel peggiore dei casi non vengono affatto svolte, con buona pace della prevenzione delle malattie e delle zoonosi oltre che di tutte le altre problematiche relative al randagismo.

Pertanto è assolutamente urgente che, come previsto dalla Legge Quadro 281/91 e dalla LR 21/1994, i Comuni si dotino – in maniera singola o consorziata – dei necessari canili sanitari ad oggi mancanti in molte parti della Regione affinché si dia piena e corretta attuazione alle norme citate. A tal fine, è necessario che la Regione supporti gli enti locali con adeguati finanziamenti affinché possano ottemperare alle succitate norme.

Inoltre, si richiede di conoscere cosa è stato effettivamente realizzato di quanto previsto dal Programma 10.5 del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 che contiene diversi spunti interessanti in merito alla prevenzione del randagismo e delle attività di informazione, formazione e controllo.

In attesa di un cortese riscontro e a disposizione per ulteriori chiarimenti, le porgo i miei più cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati