LIVORNO – PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO PER SNOOPY

Snoopy LivornoLega Nazionale per la Difesa del Cane presenta richiesta di costituzione di parte civile insieme a molte altre associazioni e al Comune di Livorno. Il difensore dell’imputato annuncia che chiederà la cosiddetta messa alla prova. Rosati: “Inaccettabile, ci auguriamo che il Giudice non accolga tale richiesta”.

Ha finalmente avuto inizio il processo a carico dell’uomo che quasi due anni fa, con un colpo di carabina, ha ucciso Snoopy, un dolcissimo meticcio di circa 7 anni, mentre si trovava sul balcone di casa sua durante una breve assenza – meno di mezz’ora – dei suoi familiari. Dopo l’imputazione ai sensi degli articoli 81 e 544-bis del Codice Penale “perché, sparando con una carabina […] uccideva per crudeltà e comunque senza necessità, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, un piccione e un cane”, si è svolta oggi 9 maggio la prima udienza del procedimento penale.

Un’udienza molto partecipata in cui ben sei associazioni hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile, tra cui ovviamente Lega Nazionale per la Difesa del Cane che fin dal primo momento aveva offerto il proprio appoggio e sostegno ai familiari di Snoopy. Tra le richieste di costituzione di parte civile c’è anche quella del Comune di Livorno, un segnale decisamente positivo da parte dell’istituzione.

Sono sempre più i Sindaci che si costituiscono parte civile in procedimenti penali per maltrattamenti o uccisioni di animali”, commenta Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC, “e questo è sicuramente un indicatore di una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni, consapevoli che tali atti offendono intere comunità.

La prossima udienza si terrà l’11 luglio e l’avvocato difensore ha già annunciato che chiederà la cosiddetta messa alla prova in alternativa alla carcerazione in caso di condanna. “Questa è un’eventualità da non prendere nemmeno in considerazione”, osserva Piera Rosati – Presidente LNDC. “Le persone che si macchiano di questi crimini così efferati sono un pericolo per la collettività e meritano condanne esemplari. Ci auguriamo che il Giudice non accolga la richiesta di messa alla prova.

9 maggio 2017