Egregio sig.
Dott. Davide Galimberti
Sindaco del Comune di Varese

Gent.ma sig.ra
Ing. Giulia Bertani
Dirigente Supplente Area VII
Comune di Varese

Egregio sig.
Dott. Graziano Visconti
Dirigente Capo Area I
Comune di Varese

Inviata via PEC all’indirizzo: protocollo@comune.varese.legalmail.it

Oggetto: avviso pubblico per la realizzazione e gestione mediante finanza di progetto di un parco-canile / oasi felina in località Duni. Osservazioni critiche. Istanza di revoca o annullamento in autotutela.

Scrivo nella mia qualità di Presidente Nazionale della Lega Nazionale della Difesa del Cane per significare quanto segue.

La sezione di Varese della LNDC, che da tempo gestisce in modo esemplare il rifugio sito in località Pravaccio, avvalendosi di uno staff composto non solo da volontari, ma anche di operatori professionali come gli educatori cinofili, ci ha recentemente segnalato l’avviso in oggetto, finalizzato alla realizzazione e gestione di un parco-canile – oasi felina in località Duni.

Come era già stato rilevato con la deliberazione della Giunta Comunale n. 72/2000, l’attuale struttura di Pravaccio necessiterebbe infatti di importanti interventi di ristrutturazione, ma l’infelice localizzazione del rifugio (posto in un avvallamento frequentemente interessato da fenomeni di allagamento ed a rischio idrogeologico) ha portato all’individuazione di un’altra area, (la “Duni”) per la realizzazione di una nuova struttura.

Ciò che non si condivide è la scelta di utilizzare lo strumento del c.d. project financing per la realizzazione e la successiva gestione e manutenzione del rifugio, scelta che non deriva dalle indicazioni contenute nella predetta delibera di Giunta.

La finanza di progetto, invero, è uno strumento che non adatta ai più basilari principi di cui alla L. 281/91, che assegna ai Comuni il compito di provvedere al risanamento ed alla costruzione di canili nei quali devono essere assicurate condizioni di benessere e salute degli animali.

Ed invero, l’articolo 4 della predetta legge stabilisce che “i comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono a gestire i canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti”.

La chiara dizione della norma attribuisce un ruolo di rilievo, nella gestione delle strutture, alle associazioni animaliste e zoofile, menzionate prima degli altri “soggetti privati”, mentre la finanza di progetto esclude di fatto la possibilità di partecipazione delle predette associazioni, che non possono disporre delle risorse economiche necessarie per un investimento così importante qual è la costruzione di un rifugio.

Ma ciò che maggiormente occorre evidenziare è che, una volta effettuato questo investimento, l’operatore economico dovrà innanzi tutto recuperare le spese sostenute prima di avere un utile di impresa, e questa situazione vincola l’amministrazione a proseguire il rapporto con l’operatore anche in caso di palesi inadempienze gestionali, salva la possibilità di operare decurtazioni o comminare sanzioni.

Il tutto si risolve in una totale assenza di attenzione per quelli che sono i veri requisiti da prendere in considerazione ai fini della individuazione del miglior gestore del rifugio, che sono quelli relativi alla cura del benessere degli animali ed alla promozione delle adozioni.

Pertanto, se la finanza di progetto assicura un iniziale risparmio per Comune, che viene sgravato dai costi di realizzazione del canile (per i quali si potrebbe peraltro accedere ad apposite linee di finanziamento), nel medio-lungo periodo non vi è alcun vantaggio economico.

Infatti, il vero risparmio economico in materia di gestione del randagismo viene ottenuto da quei Comuni che puntano sulla gestione dei rifugi in capo ad operatori che lavorano quotidianamente per le adozioni e per il benessere degli animali, condizione che ne favorisce l’adottabilità. I cani dati in adozione, infatti, cessano di gravare sui bilanci comunali.

Mi auguro che un Comune moderno ed evoluto come quello di Varese tenga nella giusta considerazione queste argomentazioni, di palmare evidenza, e che si allinei a tutti quei Comuni che hanno investito per la realizzazione con proprie risorse di rifugi comunali dandoli in gestione a chi forniva maggiori garanzie di operare correttamente con gli animali.

Del resto, la Sezione LNDC di Varese ha ampiamente dimostrato – in questi anni – di aver gestito la struttura in maniera impeccabile, apportando a proprie spese anche tutte quelle migliorie necessarie a garantire per quanto possibile il benessere degli animali considerando le criticità strutturali intrinseche del canile.
I nostri numerosi volontari hanno lavorato sul territorio per far riconoscere il Canile Rifugio come un luogo di formazione e servizi agli animali e al cittadino, per favorire la giusta adozione, ridurre il più possibile la permanenza dei cani in canile e diminuire il numero di rientri. Un operato finalizzato a realizzare concretamente il cambiamento del canile, oggi ancora percepito come un “luogo negativo”, in uno spazio aperto, inclusivo, di benessere e tutela, dove promuovere la cultura del rispetto degli animali favorendo la convivenza con la specie umana.

Grazie all’impegno della LNDC locale, oggi, il canile della Città di Varese non è solo un luogo di detenzione di animali ma anche un luogo che avvicina e accoglie coloro che credono nel lavoro portato avanti dai volontari, che ha creato Rete tra i cittadini, gli esercenti e le organizzazioni del territorio così come dimostrano le numerose e proficue relazioni instauratesi nel tempo che hanno portato alla creazione e allo sviluppo di svariati progetti e attività sul territorio.

Pertanto, con la presente sono a chiedere di voler provvedere alla revoca o all’annullamento dell’avviso in oggetto e di voler individuare altre soluzioni per la realizzazione del nuovo rifugio di cui ha bisogno la Città di Varese.

Confidando in un positivo riscontro, porgo cordiali saluti.

Piera Rosati