La modifica della legge regionale in materia di caccia consentirebbe di introdurre i cinghiali in specifiche aree con l’intento di farli diventare bersagli mobili per il “divertimento” dei cacciatori. Una pratica, peraltro, già consentita con le quaglie. Rosati: ennesimo regalo incomprensibile a una lobby di esseri spietati e sadici, i cacciatori.

La IV Commissione del Consiglio regionale del Lazio ha dato il via libera al testo della proposta di legge n.294 del 19 maggio 2021 “Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2021 e modificazioni di leggi regionali”.

L’art 24 apporta alcune modifiche alla legge regionale n.17 del 1995 in tema di fauna selvatica e gestione programmata dell’esercizio venatorio. In particolare, il testo dell’art. 17 della legge regionale in tema di caccia, rubricato “zone per l’allenamento e l’addestramento dei cani e per le gare cinofile”,  viene ampliato. L’articolo in questione già consente “l’addestramento dei cani da ferma con l’ azione di recupero cinofilo per la sola specie quaglia, purchè di allevamento ed appositamente liberata nell’imminenza della prova addestrativa”. Ora, con le modifiche proposte al comma 2 dell’art.17, sono state inserite le seguenti parole “nelle zone con superficie compresa tra cento e cinquanta ettari, purchè opportunamente recintate, è consentito, altresì, l’addestramento dei cani da seguita per la specie cinghiale, in regola con l’anagrafe canina”.

Sono, quindi, istituite delle ampie zone recintate all’interno delle quali i cinghiali possono essere inseriti specificamente con l’obiettivo di essere rincorsi dai cani che sono addestrati proprio per insegurli e spingerli verso i cacciatori.

Inoltre, viene modificato anche l’art. 35 della legge n.17 del 1995 che riguarda il controllo della fauna selvatica prevedendo che la Regione provveda ad approvare gli interventi di controllo proposti dagli ambiti territoriali di caccia e dai titolari di concessione ed autorizzazione degli istituti a gestione privata della caccia e che, in casi specifici, possa autorizzare i piani di abbattimento.

Quando una amministrazione regionale mette mano alle proprie leggi locali in materia di animali, selvatici o meno, ci aspettiamo sempre che venga fatto per migliorarle ma quasi ogni volta siamo costretti ad appurare che è l’esatto opposto”, commenta Piera Rosati – Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “In un mondo ideale l’articolo 17 andava del tutto eliminato, altro che ampliato. È già abbastanza vergognoso che venisse consentito liberare le quaglie con il  fine di utilizzarle per l’addestramento dei cani dei cacciatori, e ora la stessa sorte dovrà toccare ai cinghiali. Ancora una volta animali considerati e usati come oggetti per appagare la sete di sangue di persone frustrate che non sanno fare altro che imbracciare un fucile e uccidere esseri viventi per sentirsi qualcuno.”

“Se a queste persone piace tanto sparare, potrebbero andare a un poligono di tiro, o fare il tiro al piattello, o andare a un luna park ma evidentemente l’unico loro ‘divertimento’ è vedere la vita che si spegne in una creatura che non ha alcuna colpa. Esseri spietati e sadici che, stando all’altra modifica proposta, avrebbero anche potere decisionale sui piani di controllo della fauna selvatica, così da poter continuare a uccidere indisturbati. Tutto questo è inaccettabile e faremo tutto ciò che è possibile per impedirlo”, conclude Rosati.

23 luglio 2021 

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