Un cane lasciato libero sul molo dell’isola avrebbe pagato con la vita un morso dato a un polpaccio di un militare. Rosati: massimo rispetto per chi fa questo duro lavoro, ma il gesto del carabiniere è inammissibile e denota, oltretutto, una totale impreparazione alla gestione di situazioni del genere, che dovrebbero invece far parte del bagaglio formativo delle forze dell’ordine.

Nel 2019 abbiamo assistito a diversi casi di violenza sugli animali da parte di esponenti delle forze dell’ordine. A febbraio il caso di Tequila, a Montesilvano in provincia di Pescara, uccisa senza motivo da un agente di Polizia Municipale. A luglio Rocky, a Napoli, ferito a morte da un poliziotto durante l’arresto del suo proprietario. Nei giorni scorsi un altro episodio si è consumato sull’Isola del Giglio, dove un carabiniere ha sparato due colpi contro Holly, una cagnetta di taglia media. Stando a quanto riportato dalla stampa locale, il cane era di proprietà di un ristoratore ed era senza guinzaglio. Mentre il carabiniere prendeva servizio su una motovedetta, il cane l’avrebbe morso a un polpaccio e il militare avrebbe quindi messo mano all’arma di ordinanza uccidendolo. Ma, sia i proprietari della povera cagnetta che altri testimoni avrebbero riferito che non c’è stato alcun morso.

Come abbiamo già fatto con Tequila e Rocky, non lasceremo che quest’ennesima uccisione passi sotto silenzio”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Le forze dell’ordine devono proteggere i più deboli e tutelare la legalità, di certo non andare in giro ad uccidere in questo modo. Ho il massimo rispetto per chi fa questo lavoro ingrato e pericoloso, ma episodi come questo mostrano che c’è una impreparazione spaventosa e che alcuni impugnano con troppa leggerezza la pistola d’ordinanza.”

Lo abbiamo già detto nei casi precedenti e torno a ripeterlo: le forze dell’ordine devono ricevere una preparazione adeguata per gestire le situazioni che riguardano animali e imparare a reagire in modo consono. Sparare a un cane perché ha morso un polpaccio è una reazione spropositata che non può essere giustificata in alcun modo. Se non sbaglio la legittima difesa dovrebbe essere sempre proporzionata all’offesa e non mi sembra davvero questo il caso.”, continua Rosati.

Ribadisco il mio rispetto per chi indossa la divisa e la onora agendo in maniera corretta, ma sono convinta che chi sbaglia debba pagare. Per questo motivo LNDC sporge denuncia e seguirà da vicino anche questo caso come sta già facendo con gli altri. Chiunque possa fornire testimonianze utili sull’uccisione di Holly, può contattarci presso la sede nazionale allo 02.26116502 oppure alla email presidenza@legadelcane.org”, conclude Rosati.

7 ottobre 2019

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