Casi diversi in varie zone del Paese – Dalla Toscana al Veneto – dimostrano che la crudeltà contro gli animali non conosce sosta né area geografica. LNDC ricorda l’importanza di denunciare e collaborare con le indagini per assicurare alla giustizia chi compie questi gesti crudeli, anche per tutelare il resto della società oltre agli animali. La presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati: “Custodiamo con attenzione i nostri familiari a 4 zampe, lasciarli vagare può esporli a pericoli letali e alla malvagità umana”

Milano, 2 novembre 2021 – Dopo il caso già denunciato alcune settimane fa, è stata trovata un’altra testa di gatto decapitato non lontano dal posto del primo ritrovamento in un quartiere di Livorno. Il secondo macabro ritrovamento fa capire che non si è trattato di un incidente o di un evento fortuito, ma in zona c’è un serial killer che trae un sadico piacere dal torturare e uccidere i mici che trova sulla sua strada. Allo stesso tempo, nei giorni scorsi, un altro drammatico caso si è verificato in un paese sulla riva del Lago di Garda, dove un gatto è stato trovato impiccato ad un cancello.

“I due casi di Livorno sono sicuramente collegati, visto il medesimo modus operandi”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Quello veneto è ovviamente un caso a sé, ma è l’ennesima dimostrazione della insensata crudeltà umana su creature innocenti. Come sempre il nostro team legale sporge denuncia, ma purtroppo contro ignoti. È assolutamente necessario che chi ha informazioni utili per le indagini si faccia avanti e rompa il muro di omertà che troppo spesso protegge questi mostri assassini a piede libero”.

“Ogni volta che si consumano fatti di questo genere, in cui poveri animali vengono torturati e uccisi, è quasi impossibile risalire agli aguzzini eppure è difficile credere che nessuno sappia o abbia visto qualcosa. Restare in silenzio equivale a rendersi complici di queste crudeltà e di qualsiasi altra nefandezza di cui si macchieranno in futuro queste persone, perché è pressoché certo che non si fermeranno lì. Quando si è a conoscenza di queste barbarie bisogna sempre denunciare o comunque collaborare con le indagini. Se non lo si vuole fare per dare giustizia alle vittime animali, cosa che già sarebbe sufficiente, almeno lo si faccia per evitare che questi sadici diventino un pericolo per il resto della società”, continua Rosati.

“Voglio anche raccomandare ai proprietari di animali di non lasciarli vagare liberamente dato che, oltre ai pericoli ‘normali’ della vita all’aperto, bisogna anche tenere conto della presenza di questi spietati killer che traggono un sadico piacere dal torturare e uccidere ogni genere di essere vivente. Se davvero teniamo ai nostri familiari a 4 zampe, dobbiamo custodirli adeguatamente ed evitare che possano trovarsi in situazioni pericolose e potenzialmente letali”, conclude Rosati.