L’Italia è rimasta sconcertata per la triste storia di Mango, un cucciolo di bovaro del bernese che veniva preso a pugni e calci dal suo proprietario. Grazie a un video girato da una persona che aveva assistito alla scena, Mango fu tolto dalle mani di chi lo maltrattava e affidato a una famiglia che lo aveva accolto con amore e la dovuta cura. Sembrava una storia a lieto fine ma la realtà è stata purtroppo diversa. Il primo proprietario di Mango, quello che senza alcun dubbio lo aveva preso a calci e pugni, ha ottenuto dal Tribunale di riavere il cane usufruendo della cosiddetta “messa alla prova”.

L’uomo ora sta facendo un percorso di sei mesi con il cane e un addestratore cinofilo, che dovrebbe insegnargli il modo corretto di rapportarsi con il suo animale, e al termine di questo periodo si valuterà nuovamente la situazione. In tutto questo, il “punto di vista” del cane non è stato preso in nessuna considerazione. Mango, quindi, è stato costretto a lasciare una famiglia amorevole per tornare in quella casa dove aveva subito angherie e soprusi, e – se la prova non dovesse andare bene – tra sei mesi sarà rispedito nuovamente chissà dove.

È davvero inaccettabile che un animale, in particolare quello che è da sempre considerato il miglior amico dell’uomo, venga trattato come un pacco postale da spostare qui e là come se non avesse sentimenti”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. Ora il povero Mango dovrà fare da ‘cavia’ in questo esperimento deciso dal giudice per vedere se il suo aguzzino rinsavisce e impara cos’è il rispetto per un essere vivente. E cosa succede se l’esperimento non va a buon fine? Chi ci rimette, magari con altre botte o calci o trovandosi di nuovo spaesato nel cambiare ancora casa, è sempre e solo il cane”.

Gli animali maltrattati subiscono un trauma che in molti casi è difficilmente recuperabile, una ferita dell’anima che non si richiude mai del tutto. Perché quindi rimetterlo nelle mani di chi quella ferita l’ha inflitta? Cosa è passato nella testa di questo giudice? Dov’è l’empatia? Per questo motivo ho scritto una lettera al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per fare presente la gravità del caso e sollecitare ancora una volta una urgente riforma del modo in cui vengono gestiti i sequestri e le confische degli animali. LNDC Animal Protection ha voluto inoltre sposare l’iniziativa lanciata dall’attrice Elisa Di Eusanio con l’hashtag #FreeMango per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo gravissimo caso e dare una possibilità di salvezza a questa povera creatura. In questa drammatica vicenda, la magistratura, ancora una volta, ha dimostrato di non prendere minimamente in considerazione la sofferenza di un animale, così come l’Italia, a causa delle sue leggi scellerate, dimostra di non essere un paese civile”, conclude Rosati.

11 gennaio 2020