La sproporzione tra il costo di un farmaco umano e uno veterinario, con lo stesso principio attivo, è immotivata e discriminatoria e da sempre LNDC chiede che venga data ai veterinari la possibilità di prescrivere farmaci generici anche per gli animali. L’emendamento proposto dall’onorevole Prestipino potrebbe finalmente portare a questo risultato. Rosati: mi appello al Ministro Speranza e ai relatori affinché diano l’ok.

Da anni LNDC chiede che le cure veterinarie siano più accessibili. Chiunque viva con uno o più animali sa benissimo che i farmaci veterinari hanno un costo esorbitante rispetto agli stessi farmaci per uso umano, a parità di principio attivo. Per questo, con una petizione dal titolo “Questione di principio” che raccolse oltre 20mila firme, tempo fa l’associazione chiese che venisse concessa ai medici veterinari la possibilità di prescrivere farmaci generici a uso umano quando necessario, cosa finora vietata.

Finalmente questa grande battaglia di civiltà portata avanti da LNDC potrebbe diventare realtà. A breve la Commissione Bilancio della Camera dovrà esprimersi sull’emendamento 81.01 proposto dalla deputata Patrizia Prestipino (PD), che ha come oggetto proprio questa possibilità di prescrivere un farmaco bioequivalente per uso umano che abbia un costo inferiore a quello del corrispondente farmaco veterinario.

Ci appelliamo al buon senso del Ministro della Salute, dei sottosegretari e dei relatori affinché siano favorevoli a questo emendamento”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ottenere finalmente cure veterinarie più accessibili per tutti sarebbe un segnale di vero e concreto supporto alle tantissime persone che fanno molta fatica ad affrontare queste spese, spesso davvero alte, soprattutto in questo momento di grande difficoltà economica dovuta anche alla pandemia e che coinvolge cittadini ‘comuni’ così come i tanti volontari che si occupano degli animali abbandonati. La sproporzione che c’è tra il costo di un farmaco umano e uno veterinario, a parità di principio attivo, è totalmente immotivata e per molti aspetti anche discriminatoria. Auspico che questo divario venga finalmente colmato come chiediamo da tempo, in nome del diritto alla salute dei nostri amici animali e dei loro compagni di vita umani che devono fare grossi sacrifici per accudirli”.

18 dicembre 2020

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