LNDC ottiene la risposta delle Ambasciate.

La tremenda condizione in cui versano migliaia di cani e gatti lasciati morire o avvelenati per ‘ripulire le strade’ sta arrivando forse a un punto di svolta, grazie alle nostre costanti pressioni e richieste d’intervento. La presidente LNDC Piera Rosati: “Ora vogliamo azioni concrete”.

Da diversi mesi LNDC Animal Protection sta facendo sentire, con perseveranza, la propria voce per porre fine alla morte di migliaia di animali senza colpa. Il Governo degli Emirati Arabi, per ‘un maggiore decoro’ delle strade di Dubai e di Abu Dhabi in vista dell’Expo al via a ottobre prossimo, sta catturando da tempo i randagi che deturperebbero l’immagine delle città per trasferirli in strutture incapaci di ospitarli: quelli in esubero, però, sono lasciati alla loro sorte, ossia morire di fame e sete nel deserto. E in Pakistan? La situazione non è migliore. Il Governo li uccide direttamente, avvelenandoli per eliminarli dal territorio. Una crudeltà inaudita a cui abbiamo dovuto assistere impotenti, nonostante le innumerevoli richieste di intervento, fino a oggi.

Per Dubai e Abu Dhabi il punto di svolta è arrivato, infatti, solo qualche giorno fa. Si tratta della risposta ufficiale all’ennesima lettera scritta dalla presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati al Ministro degli Affari Esteri e della cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, in merito ai maltrattamenti verso cani e gatti randagi negli Emirati Arabi Uniti, e firmata dall’ambasciatore Sebastiano Cardi, direttore generale per gli affari politici e di sicurezza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che LNDC ringrazia ci cuore.

Come si legge nella risposta dell’ambasciatore Cardi, indirizzata alla Presidente Rosati, grazie alle segnalazioni pervenute da LNDC Animal Protection, il console Generale a Dubai ha ‘formalmente e a più riprese sensibilizzato le autorità emiratine e l’amministrazione cittadina di Dubai manifestando ferme aspettative di azioni tempestive nell’interesse degli animali’.

Un’ulteriore email a LNDC in merito alle segnalazioni sull’incivile gestione del fenomeno del randagismo negli EAU è arrivata qualche giorno fa anche da Nicola Lener, Ambasciatore negli Emirati Arabi Uniti, nella quale rinnova l’impegno a sensibilizzare le Autorità locali verso un approccio costruttivo al tema. L’ambasciatore sottolinea la volontà di attivare anche nel proprio Paese associazioni simili a LNDC, con le quali si dichiara disposto a collaborare in modo sinergico supportandone azioni e obiettivi, al fine di bilanciare l’esigenza di tutela della salute pubblica e quella del rispetto del benessere degli animali randagi.

Ci stiamo muovendo allo stesso modo anche in Pakistan”, afferma poi Piera Rosati, “risolvere il problema del randagismo uccidendo gli animali non darà sicuramente a entrambi i Paesi l’immagine di modernità che cercano di comunicare all’esterno, ma solo di inciviltà e crudeltà. L’unico modo giusto per combattere il randagismo”, continua la presidente LNDC, “è attivare programmi seri e concreti di sterilizzazioni, incentivare le adozioni, supportare coloro che si prendono cura degli animali indifesi ed educare la popolazione”.

E anche sul fronte Pakistan sono arrivate buone notizie: il 20 maggio prossimo LNDC Animal Protection avrà una Skype call con l’Ambasciata del Pakistan per affrontare concretamente il tema. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Milano, 14 maggio 2021