Questo è un periodo difficile e delicato per tutti i cittadini italiani, ci si trova a dover affrontare l’emergenza, le misure straordinarie che, inevitabilmente, stanno modificando le nostre abitudini e le incertezze che ci mettono di fronte a una serie quesiti a cui spesso non si è in grado di rispondere.

Ed è per questo che LNDC – Animal protection si è messa a disposizione dei cittadini attivando una email dedicata – emergenze@legadelcane.orgper rispondere a qualsiasi informazione/chiarimenti/necessità. 

E’ bene sottolineare, ancora una volta, che gli animali non trasmettono il coronavirus. Anzi, con il loro amore incondizionato riescono a rendere le nostre giornate meno difficili. E per “animali” intendiamo anche i meno fortunati, quelli che vivono in strada o nei canili, ai quali noi di LNDC diamo quanto più possibile, ricevendo in cambio molto di più: affetto, gratitudine e amore immenso. Una cosa è certa, dagli animali c’è tanto da imparare!

Di seguito un primo elenco di F.A.Q. selezionate tra le tante email alle quali LNDC sta rispondendo in queste ore, a cui potranno seguire integrazioni e aggiornamenti, in base allo sviluppo della situazione che stiamo vivendo. 

(ultimo aggiornamento 26 marzo 2020)  

Il virus può essere trasmesso tra uomo e animali?

No, tutte le fonti scientifiche sono concordi nell’affermare che non c’è alcuna evidenza che faccia pensare che ci sia pericolo di contagio da parte dei nostri amici a 4 zampe. Anzi, i nostri animali potranno illuminare le nostre giornate con il loro amore incondizionato. 

Posso portare a spasso il mio cane a passeggio?

Si, ma si precisa che il Governo ha chiarito che la passeggiata rappresenta un evento necessario per il benessere animale, pertanto è permesso ma nei dintorni della propria abitazione e per il tempo necessario. Evidenziamo che come riportato chiaramente nell’infografica della Polizia di Stato, l’uscita da casa con il cane è considerata una attività di stretta necessità al fine di far espletare i bisogni fisiologici dell’animale. Ricordatevi sempre di indossare mascherina e guanti e di munirvi di autodichiarazione e documento d’identità. Il cane potrà essere portato a fare i bisogni da una sola persona, senza mai creare assembramenti e mantenendo la distanza con altre persone di oltre un metro.  Attenzione: il cane deve poter espletare i bisogni fisiologici all’aperto seppur nei pressi della propria abitazione e per il tempo necessario, non farlo uscire di casa significherebbe detenerlo in condizioni non compatibili con la propria natura. QUI puoi consultare anche le regole per gli spostamenti.

Posso portare il mio animale dal veterinario?

, il Ministero della Salute ha specificato che gli spostamenti relativi alla cura degli animali da affezione rientrano negli ambiti dei motivi di salute, pertanto è possibile farlo portando con sé l’autodichiarazione richiesta dal DPCM specificando i motivi dello spostamento. Consigliamo, prima di partire, di contattare telefonicamente il veterinario per un confronto preventivo poiché la decisione dell’apertura degli ambulatori veterinari dei liberi professionisti è in capo al singolo titolare.

Hai fissato un appuntamento con il veterinario per la vaccinazione del tuo animale. Bisogna farla o si può rinviare?

La FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani), l’11 marzo scorso ha invitato a “limitare l’attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità rinviando vaccinazioni, visite di routine, diagnostica e chirurgia non urgenti.”Nella comunicazione del 19 marzo della stessa FNOVI viene però specificato che “un richiamo vaccinale nel cucciolo che se non effettuato potrebbe invalidare il protocollo vaccinale mettendo in reale pericolo la vita del paziente animale potrà essere effettuato nel rispetto delle indicazioni già fornite dal Governo e dalla FNOVI”.

Il mio animale ha bisogno di un farmaco e di cibo veterinario specifico, non lo trovo nel mio Comune. Posso acquistarlo fuori dal mio Comune? 

Sì, ma bisogna sempre essere accompagnati dall’autodichiarazione. Per l’acquisto del cibo specifico vi consigliamo anche di farvi trasmettere dal vostro Vet una prescrizione e allegarla all’autocertificazione.

Possono essere adottati gli animali nei canili/rifugi?

Solo in caso di esigenze inderogabili per il benessere degli animali, con assunzione di responsabilità da parte del responsabile dell’attività, come stabilito dalla circolare del Ministero della Salute. Purtroppo, questa importante attività è stata sospesa, per ora fino al 2 aprile p.v., al fine di limitare lo spostamento degli umani e il contatto tra persone.

Agli animali detenuti ingiustamente nei circhi e negli zoo deve essere garantita la cura e l’accudimento?
Sì,
assolutamente. L’assistenza e la cura devono essere garantiti sempre e a tutti gli animali al di là della specie sia dai proprietari che dai detentori che, per legge, hanno l’obbligo di accudirli. Se conoscete realtà in cui ciò non avviene scriveteci alla email emergenze@legadelcane.org.

I cani vaganti e gli animali feriti si possono segnalare agli organi preposti per la cattura e/o il recupero?
Si, tali attività non possono essere interrotte poiché il soccorso o il recupero degli animali vaganti o feriti è una prestazione “indifferibile” come sottolineato nella nota del Ministero della Salute. Pertanto, in tale circostanza bisogna necessariamente segnalare il caso alla Polizia Municipale e alla ASL, sottolineando che il soccorso o il recupero degli animali non può essere interrotto poiché prestazione “indifferibile”.

I servizi veterinari pubblici continuano a esercitare?

Si, con le specifiche di cui alla Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo scorso. 

Accudisco da anni una colonia felina presente all’interno del cimitero del mio Comune che è stato chiuso, cosa devo fare per poter continuare ad accudire i gatti? 

Bisogna richiedere una copia della chiave d’accesso al comune poiché tale attività – non derogabile – mira alla gestione degli animali e alla tutela del loro benessere e rientra nella deroga relativa ai motivi di salute, da estendersi anche alla sanità animale, in base alla Circolare del Ministero della Salute – Direzione Generale della Sanità del 2 marzo 2020 e alla successiva nota del 12 marzo 2020.

Al Comune è importante sottolineare che si stanno accudendo animali di proprietà “del Sindaco” e che l’impedimento ad alimentarli configura a titolo omissivo il reato di maltrattamento di animali previsto dall’articolo 544 bis del Codice penale. Tanti Comuni, fortunatamente, hanno fornito alla gattara una copia della chiave d’accesso al cimitero attraverso una dichiarazione d’impegno a entrare esclusivamente per alimentare i gatti e per il tempo strettamente necessario a tale attività.

Il trasporto di animali è consentito?

Il Ministero della Salute, con una nota del 18 marzo scorso, ha chiarito che sono espressamente vietate le movimentazioni di animali per finalità ludico ricreative e per addestramento. Mentre è confermato il trasporto di animali per esigenze connesse alla salute e al benessere degli stessi, come rientro nel luogo usuale di detenzione, spostamenti presso struttura veterinaria atti a garantire le cure urgenti o di emergenza.

Riguardo alle attività veterinarie c’è una definizione di “urgenza” e di “emergenza”?

Sì, la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari) in una nota del 19 marzo scorso chiarisce sia ai veterinari che ai proprietari e detentori di animali la definizione di “urgenza” e di “emergenza”.  Nello spostamento dell’animale verso l’ambulatorio e ritorno è ovviamente sempre necessaria l’Autodichiarazione per “stato di necessità” che può essere accompagnata dalla certificazione veterinaria per prestazione non rinviabile o d’emergenza.

Chi si prende cura di un animale di proprietà di un cittadino che viene ricoverato per il Covid-19? 

Gli animali di proprietà di un cittadino ospedalizzato devono poter essere accuditi regolarmente da conviventi e/o parenti. Se questi non fossero disponibili o avessero a loro volta disposizioni di quarantena, il proprietario dell’animale deve provvedere a rivolgersi a persone di fiducia in grado di occuparsi del proprio animale con incarico per iscritto – nel rispetto delle norme vigenti dal punto di vista degli spostamenti e igienico sanitarie – e lasciando loro registrazione anagrafica e libretto vaccinazioni del Pet.  A tal proposito LNDC, considerando che in Italia ci sono tanti cittadini che vivono soli e che condividono la loro vita con un animale, ha predisposto un modulo che trovate QUI, per tutelare il vostro animale in caso di emergenza da affiggere alla porta di casa, tenere sul comodino, sul tavolo della cucina, nel portafoglio, per avvisare famigliari o sanitari della presenza di animali presso la propria abitazione, affinché anche i nostri compagni di vita possano essere assistiti da qualcuno di vostra fiducia nel malaugurato caso che non possiate farlo di persona per motivi di salute.

In caso di impossibilità di accudimento è assolutamente necessario avvisare il Servizio veterinario pubblico e/o la Polizia Locale riguardo alla presenza degli animali presso l’abitazione della persona ricoverata.

Ricordiamo a tutti i cittadini che LNDC è a disposizione per qualsiasi informazione/chiarimento/necessità connessi con l’emergenza coronavirus: potete contattarci scrivendo alla email emergenze@legadelcane.org o telefonando al numero 335.6981807. 

Ho chiamato la Polizia locale e mi hanno detto che sfamare il gruppo di cani di quartiere e la colonia felina che da sempre seguo non è un motivo valido per uscire. Cosa posso fare? 

Non è prevista una autorizzazione preventiva a uscire, quindi nessuno può darla. Certamente si potrà essere fermati per un controllo e si dovrà consegnare il modulo di autodichiarazione, esibendo un documento d’identità. Il motivo di uscita, se non vi sono alternative e se effettuato rispettando le tutte norme igienico sanitarie che richiede il delicato momento, è necessario per la sopravvivenza degli animali; e quindi autorizzato dal DPCM come esplicitato da Circolare del Ministero della Salute. Se sorgono problemi con l’operatore di Polizia non esitate a contattarci!

il nuovo DPCM in vigore dal 23 marzo al 3 aprile, cosa prevede in tutta Italia?

Le disposizioni del Governo, giustamente, a causa dell’emergenza sanitaria che sta affrontando l’Italia, sono in continua evoluzione. Per quanto riguarda il DPCM in vigore dal 23 marzo scorso, in sintesi, vi evidenziamo alcune delle attività produttive e commerciali consentite che vengono indicate nell’allegato: prima di tutto, dal codice 01 “agricoltura” è stata tolta la dicitura “caccia”; come servizi essenziali prevede il codice 75 “Servizi veterinari”; all’articolo 1 comma 1 lettera b) prevede il divieto di uscire dal proprio territorio comunale eccetto per motivi lavorativi (per le attività ancora consentite) nonché per “assoluta urgenza” e “motivi di salute”, pertanto è consentita l’assistenza degli animali. Se non si hanno alternative in loco – accudimento, trasporto dal veterinario – è possibile, lo spostamento fuori Comune esclusivamente di una singola persona, munita di autodichiarazione, documento di identità, mascherina e guanti. Lo spostamento deve essere dichiarato sotto la propria responsabilità come di “assoluta urgenza” o per “motivi di salute”. Inoltre, sempre all’articolo 1 comma 1 lettera f) consente produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di generi alimentari e farmaci anche per i nostri animali.

Svolgo attività di volontariato in un canile situato fuori dalla mia città e accudisco una colonia felina fuori dalla mia città. Posso continuare a svolgere la mia attività di alimentazione e cura degli animali dopo l’emanazione del nuovo DPCM del 22/3/2020?

Il nuovo DPCM 22/3/2020, all’articolo 1 comma 1 lettera b), prevede il divieto di uscire dal proprio territorio comunale, salvo che per motivi lavorativi (per le attività ancora consentite), nonché per “assoluta urgenza” e per “motivi di salute”.

Nei casi indicati nel quesito deve ritenersi che lo spostamento sia dovuto ad una attività di volontariato non derogabile in quanto mirata alla gestione degli animali e la tutela del loro benessere. A  tal proposito, si evidenzia che la Direzione Sanità Animale del Ministero della Salute, con circolare del 2 marzo 2020, ha specificato che possono essere differite “le attività afferenti le operazioni di affido degli animali da parte dei canili sanitari e dei rifugi, salvo esigenze inderogabili legate al benessere degli animali” e, con successiva circolare del 12/3/2020, dopo aver affermato che “sono consentite le attività di accudimento e gestione degli animali nelle strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario, compresi canili, gattili e l’accudimento e cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà”, ha precisato che “gli spostamenti relativi alla cura degli animali d’affezione rientrano nell’ambito della deroga relativa ai motivi di salute, in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale”.

Cosa possiamo fare se in questa emergenza si smarrisce il nostro animale?

La prima cosa da fare è la denuncia di smarrimento alla polizia locale così da poter attestare la necessità di una ricerca che implica uno spostamento dovuto, in questo caso, alla cura dell’animale così come riportato nelle Circolare del Ministero della Salute del 12 marzo scorso secondo la quale “gli spostamenti relativi alla cura degli animali di affezione rientrano nell’ambito della deroga relativi ai motivi di salute, in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale, in conformità delle disposizioni previste dai su citati DPCM”. Va da sé che l’azione della ricerca implica il concetto di cura poiché indirizzata a proteggere il benessere nonché la vita dell’animale. Naturalmente per rendere più efficace la ricerca bisogna comunicare lo smarrimento dell’animale attraverso tutti i possibili canali di comunicazione (social, siti specifici, allertando telefonicamente i vicini). Inoltre, lo smarrimento va comunicato anche ai canili/gattili della zona e alla Asl di appartenenza poiché come riportato dalla Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo la “cattura di cani vaganti e recupero di cani/gatti e altri animali feriti” è una delle attività non differibili per un’Asl veterinaria”.
Ricordatevi che per gli spostamenti che in ogni caso verranno fatti per motivi di necessità o urgenza, occorre sempre munirsi di autodichiarazione, mascherina e guanti!

Cosa possiamo fare se in questa emergenza si trova un animale per strada?

La prima cosa da fare è la denuncia di ritrovamento alla polizia locale così da poter attestare la necessità di uno spostamento necessario ad una adeguata e miglior sistemazione temporanea dell’animale. Contestualmente bisogna allertare i canili/gattili della zona e la Asl di appartenenza poiché come riportato dalla Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo la “cattura di cani vaganti e recupero di cani/gatti e altri animali feriti” è una delle attività non differibili per un’Asl veterinaria”. Inoltre, bisogna comunicare il ritrovamento attraverso tutti i possibili canali di comunicazione come ad es. i social e i siti specifici.
Ricordatevi che per gli spostamenti che in ogni caso verranno fatti per motivi di necessità o urgenza, occorre sempre munirsi di autodichiarazione, mascherina e guanti!

Pertanto, nei casi indicati nel quesito gli spostamenti, effettuati sempre con le dovute precauzioni (mascherina, guanti ecc), possono essere giustificati in autodichiarazione come dovuti a “motivi di salute”. Peraltro, a seconda delle concrete circostanze, potrebbero ricorrere anche gli estremi dell’assoluta urgenza, che il volontario dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità. Vi consigliamo sempre di allegare alla vostra autodichiarazione la Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo 2020 e la Nota di aggiornamento del 12 marzo 2020.

C’è un nuovo modulo di autocertificazione da compilare?

Si, il 26 marzo il Ministero dell’Interno ha emanato il decreto legge n. 19/2020, con il quale il governo è intervenuto nuovamente sulla regolamentazione dei divieti di spostamento, stabilendo espressamente che le Regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio, possano introdurre misure ulteriormente restrittive. Occorre indicare di essere a conoscenza dei provvedimenti eventualmente emanati dalla vostra Regione (ovvero da quella nella quale siete eventualmente diretti, se il viaggio comporta la necessità e l’urgenza di andare fuori regione. Chi viola le disposizioni di contenimento della propagazione del Coronavirus “è punito con la sanzione amministrativa da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del Codice penale (…)”. Se lo si fa con un veicolo (auto, moto) “le sanzioni sono aumentate fino a un terzo”. Per l’esercizio di un’attività commerciale si rischia la chiusura “da 5 a 30 giorni”. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella stessa misura. Inoltre, l’articolo 3 comma 2 dello stesso decreto, prevede che “I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza   in contrasto con le misure statali, ne’ eccedendo i limiti” di Ordinanze e Decreti regionali emanati in attesa di norme nazionali come i DPCM.

QUI trovi l’autodichiarazione da compilare

QUI trovi l’autodichiarazione compilabile on-line 

COSA BISOGNA SAPERE SULL’AUTODICHIARAZIONE

Attenzione, ricorda che si tratta di una dichiarazione personale, compilata sotto la propria responsabilità, consci che dichiarazioni mendaci al pubblico ufficiale sono sanzionate in base all’articolo 495 del Codice penale.

Per qualsiasi altra informazione, chiarimento o necessità, scriveteci a emergenze@legadelcane.org