TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA BIODIVERSITÀ ENTRANO IN COSTITUZIONE 

Una svolta epocale che finalmente vede la luce con il supporto trasversale di diverse forze politiche. LNDC esprime grande soddisfazione per questo primo passo avanti ma ricorda che è necessario fare ancora di più per gli animali, che devono essere formalmente riconosciuti come esseri senzienti e portatori di diritti.

La Camera ha approvato con un’ampia maggioranza l’inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, nello specifico andando a modificare l’articolo 9 e l’articolo 41. Un risultato storico che le associazioni animaliste e ambientaliste aspettavano da decenni e che, nella sua realizzazione, ha visto un supporto dalle forze politiche in maniera trasversale a dimostrazione che questi temi non sono appannaggio di una parte politica ma riguardano tutti “a tutela delle future generazioni”, come recita il nuovo testo del suddetto articolo 9. Inoltre, per la prima volta, finalmente compare la parola “animali” nella Costituzione nello specificare che le leggi dello Stato ne devono disciplinare la tutela.

L’introduzione di questi principi è molto importante perché impegna lo Stato a proteggere l’ambiente e la biodiversità in maniera attiva e sarà importante, in questo senso, il lavoro della Corte Costituzionale per confermare o meno la rispondenza ai nuovi principi costituzionali delle leggi che possono avere un impatto negativo su questi temi, cosa che finora non era prevista. Dal punto di vista della tutela degli animali, però, le cose non sono altrettanto chiare. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection spiega infatti che “il nostro obiettivo è sempre lo stesso: riconoscere in Costituzione gli animali non umani come esseri senzienti, come previsto del resto dal Trattato di Lisbona, e portatori di pari diritti. Inserire la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali del nostro Paese è sicuramente un incredibile passo avanti, ma per gli animali bisogna fare ancora qualcosa di più. Penso, in particolare, agli animali sfruttati e torturati per l’industria della carne o per la sperimentazione scientifica le cui sofferenze continuano incessantemente”. 

“Festeggiamo quindi per questa prima vittoria e fiduciosi che queste nuove parole inserite nella Costituzione non rimangano lettera morta, ma allo stesso tempo continueremo a lottare affinché tutti gli animali ricevano la tutela che meritano e possano vivere una vita dignitosa, liberi da ogni sofferenza”, conclude Rosati.

9 febbraio 2022 

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