Scoperta dai Forestali la struttura abusiva, costruita anche con eternit, che ospitava numerosi pitbull probabilmente destinati alla zoomafia dei combattimenti. Rosati: chi specula in questo modo sulla vita degli animali è un essere pericoloso e va punito adeguatamente. I pitbull sono da sempre vittime di pregiudizi per colpa di comportamenti come questi, ma nelle mani giuste sono animali adorabili.

Sono 17 i pitbull trovati in un “canile” abusivo in provincia dell’Aquila dai Carabinieri forestali. Durante un normale pattugliamento in un bosco, si sono infatti imbattuti in un terreno dove erano stati realizzati, senza alcuna autorizzazione, dei box in cui venivano tenuti questi cani. Gli animali sono ovviamente privi di microchip e a prima vista sembrerebbero in condizioni di salute accettabili, ma molti di loro erano legati con pesanti catene ancorate al terreno e tenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere. I militari hanno quindi denunciato due persone individuate come proprietari e detentori dei cani per una serie di reati, tra cui quello di maltrattamento di animali.

Il nostro team legale si è subito messo al lavoro per denunciare questo ennesimo caso di zoomafia”, fa sapere la Presidente Nazionale LNDC Piera Rosati.  “Dai primi accertamenti, infatti, i cani proverrebbero da allevamenti del casertano e siciliani e sarebbero destinati ad alimentare l’orrendo giro dei combattimenti clandestini. Anche il fatto che fossero legati con catene particolarmente pesanti sembrerebbe suggerire questo, dato che avrebbe lo scopo di farli diventare più ‘forti’ e aggressivi. Chi ‘alleva’ cani o altri animali con il solo scopo di sfruttarli e farli andare al massacro ha seri problemi psicologici ed è chiaramente una persona senza un briciolo di umanità e di empatia, che andrebbe prima punita adeguatamente e poi rieducata – per quanto possibile – a capire che dovrebbe trovarsi un lavoro vero anziché lucrare sulla pelle di altri esseri viventi.

Questo ennesimo caso di cronaca dimostra ancora una volta come i pitbull siano dei cani particolarmente sfortunati e incompresi, che troppo spesso finiscono nelle mani sbagliate. Nel migliore dei casi per moda e incompetenza nel gestirli, nel peggiore dei casi – come questo – per essere trasformati in macchine da guerra e venduti per poche lire a chi sadicamente si diverte a vederli soffrire e uccidere. Questi cani però sono in realtà estremamente fragili e sensibili ed è proprio su queste caratteristiche che fanno leva i loro aguzzini, per piegarli al loro volere e speculare sulle loro vite”, continua Rosati.

È importante sradicare il pregiudizio e lo stigma che i pitbull si portano dietro da ormai troppo tempo e per questo abbiamo lanciato una campagna ad hoc, ‘Nelle mani giuste’, per raccontare le storie di alcuni di loro e spiegare di cosa hanno realmente bisogno questi cani che, contrariamente a quanto si pensa, sanno essere estremamente docili e amorevoli se guidati con il giusto atteggiamento e un’adeguata competenza”, conclude Rosati.

21 maggio 2021 

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