L’esponente del centrodestra si scaglia contro la graduale eliminazione dello sfruttamento animale negli spettacoli circensi, in discussione in questi giorni in Parlamento. LNDC ricorda le posizioni della comunità scientifica a riguardo che ribadisce la totale mancanza di benessere animale. Rosati: non ci fermeremo finché non terminerà lo sfruttamento e il maltrattamento.

Siamo alle solite, ci sono ancora prese di posizione ancorate alla visione dell’uomo al centro dell’universo e le bestie alla catena da domare. È la posizione politica del senatore Giovanardi che, durante la discussione del decreto per la graduale eliminazione degli animali nei circhi, afferma che “un circo senza animali è morto… “ e che ci si trova di fronte ad una “proibizione allucinante”, che non salvaguarda la “cultura circense”.

Forse il senatore confonde il concetto di cultura con la visione di una tradizione smentita dalla scienza, negatrice della civiltà e del rispetto del benessere animale. Forse è il caso di ricordare al parlamentare – commenta Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection che  all’estero il circo non è morto nonostante ben 18 dei 28 paesi della comunità europea abbiano  vietato del tutto o in parte lo sfruttamento degli animali per far divertire l’uomo a spese dell’animale, oggetto e non essere senziente. Il nostro Paese, purtroppo, è tra quelli che non hanno ancora preso una posizione. Mentre nelle ‘incivili’ Malta, Slovenia, Austria, Cipro, Croazia e Grecia (culla della cultura occidentale), l’uso è del tutto vietato.

Evidentemente il senatore poi non sa che il Rapporto Italia 2016 dell’Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, ha registrato che il 71,4% degli italiani è contrario all’uso di animali nei circhi, preferendo una diversa cultura circense, quella che non porta consenso ad una sempre più stretta cerchia di addetti ai lavori.

Di recente anche il periodico della Federazione nazionale dei veterinari, la Fnovi, nel registrare un contraddittorio sulla questione, ricordava non solo che “quasi tre italiani su quattro ritengono anacronistico e irrispettoso della vita animale” questa prassi, e che persino “la Federazione dei Veterinari d’Europa – FVE – nel 2015 ha chiaramente dichiarato che il ruolo scientifico, di conservazione ed educativo degli animali selvatici nei circhi è nullo”.

La politica deve capire che questa ricreazione è finita. Ancora, sulla rivista scientifica si legge che non esistono poi “animali selezionati per la vita nel circo, come alcuni sostengono. Nulla di più sbagliato. … gli animali selvatici nei circhi vivono in condizioni talmente distanti da quelle naturali (spazio a disposizione, ambiente sociale, addestramento, possibilità di manifestare il repertorio comportamentale di specie, ecc.) che non sussistono le premesse per il benessere animale”.

Condividiamo questa chiara presa di posizione della comunità scientifica – conclude la presidente LNDC Animal Protection e ci batteremo come associazione per mettere la parola fine al teatro dello sfruttamento e del maltrattamento”.

20 settembre 2017