L’unica “colpa” che si può imputare a questo povero cagnolino è di essersi imbattuto in una persona sadica e crudele che gli ha causato gravi problemi di salute, ma fortunatamente non è in pericolo di vita. Rosati: la crudeltà sugli animali è un mostro che infesta tutto il nostro Paese, servono maggiore sensibilità e pene più severe. 

Olio bollente e colpo in testa, a quanto pare con un treppiede, che ha perforato il cranio. Questo è il trattamento che è stato riservato a un cucciolo di 10 mesi in un comune in provincia di Reggio Calabria. A causa di questa violenza il cagnolino ha subito danni a un occhio, è attualmente in cura e fortunatamente non sembra essere in pericolo di vita. L’episodio è stato condannato a gran voce anche dalle istituzioni, in particolare nella persona del Sindaco che ha sottolineato l’interessamento della Polizia Locale alla vicenda.

Non ci può essere nessun tipo di giustificazione o motivazione per un comportamento del genere”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Di quale colpa si è macchiato questo povero cucciolo per essere seviziato in questo modo? È stato troppo affettuoso? È stato troppo giocoso? È stato per caso aggressivo? No, l’unica sua ‘colpa’, se così vogliamo dire, è stata quella di imbattersi e probabilmente fidarsi di una persona sadica e crudele, un vero e proprio pericolo pubblico”. 

Il team legale di LNDC ha sporto denuncia nella speranza di riuscire a risalire al responsabile di questa ennesima atrocità ai danni di una creatura innocente. Chiunque possa aiutare le indagini è invitato a rivolgersi alle autorità perché una persona così violenta rappresenta un pericolo per gli animali ma anche per le altre persone e deve essere fermata per evitare che continui a comportarsi in maniera così abbietta.

Casi come questo sono sempre più frequenti e non riguardano soltanto il sud Italia, ma interessano tutto il nostro paese. La crudeltà sugli animali è purtroppo un mostro che infesta tutte le nostre regioni e deve essere debellato grazie a una maggiore sensibilizzazione delle persone, ma anche tramite pene più severe che fungano realmente da deterrente per chi oggi pensa di poter restare impunito dopo aver torturato o ucciso un animale, cosa che purtroppo di fatto avviene”, conclude Rosati.

22 ottobre 2021
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