Da Matera, fino a Firenze e Oristano, le torride giornate di questo periodo hanno fatto collassare diversi animali, causandone in due casi il decesso. In molte città italiane continua senza sosta la barbara tradizione di portare i turisti in carrozza sottoponendo i cavalli a sforzi insopportabili. La Presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati: «Non siate complici di sfruttamento e morte, andare oggi in carrozza non è più né romantico né poetico, è tempo di abolire questa pratica».

Nonostante le temperature record e l’afa di questi giorni, le cosiddette “carrozzelle” non si sono fermate nemmeno per questa estate rovente in molte città italiane, continuando a girare anche nelle ore più calde. Così, a Matera e in provincia di Oristano due cavalli sono morti, mentre a Firenze un altro si è accasciato, crollando a terra in pieno centro. Ma le vittime di questa “tradizione” anacronistica e irrispettosa del benessere animale si ripetono ogni anno e, puntualmente, LNDC Animal Protection scende in campo per chiedere concretamente a Sindaci e turisti di metterle al bando.

«La nostra battaglia per porre fine a questa barbara e incivile tradizione andrà avanti finché carrozzelle, botticelle e ogni altra forma di sfruttamento legalizzato di cavalli non sarà solo un lontano ricordo», argomenta Piera Rosati, Presidente di LNDC Animal Protection, che prosegue: «Nel frattempo, però, mi appello a tutti i turisti che visitano le nostre bellissime città: evitate di utilizzare questo ‘servizio’ e di rendervi complici della sofferenza e della morte di tantissimi animali sottoposti a fatiche che noi non possiamo nemmeno immaginare. Andare in giro in carrozza poteva apparire romantico e poetico nel secolo scorso, ma oggi sappiamo che dietro c’è solo tanta crudeltà e insensibilità», conclude Rosati.

«Far camminare un cavallo nelle ore più calde della giornata, con temperature che sfiorano i 40 gradi», aggiunge l’avv. Alessandra Itro, legale dello staff LNDC Animal Protection, «significa sottoporlo a fatiche insopportabili per le sue caratteristiche etologiche e quindi maltrattarlo. Il maltrattamento di animali è un reato punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dal maltrattamento deriva poi la morte dell’animale», conclude l’avvocato.

LNDC Animal Protection – associazione che da 70 anni si occupa di tutelare gli animali da ogni genere di sopruso e maltrattamento e di difendere i loro diritti – si rivolge anche ai Sindaci delle tante città d’arte e mete turistiche italiane che, come in questi casi, utilizzano ancora l’obsoleta pratica come attrazione turistica. «L’attività delle carrozzelle non rispetta la dignità del cavallo, propria di un essere senziente», argomenta Rosati, che conclude: «I regolamenti di molti Comuni cittadini, come quello di Firenze solo per citarne uno, contengono enormi paradossi. Lo sfruttamento degli equidi per fini turistici non garantisce loro “la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali” (Art. 8) come riportato invece nel regolamento».

5 luglio 2022

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