Era poco più che un cucciolo, finito evidentemente nelle mani sbagliate. Proprietario denunciato dai Carabinieri e LNDC si unisce alla denuncia. Rosati: questi episodi dimostrano un sadismo patologico, non si può lasciare morire un cane di fame e di sete. Anche gli animali di razza, venduti come oggetti a caro prezzo, possono essere vittime di questo orrore. Servono maggiori controlli su chi vende cani e gatti.

Durante un blitz effettuato alcuni giorni fa, i Carabinieri di Catania salvarono un bull terrier di appena un anno relegato in un garage senza cibo né acqua. Le condizioni di Gibby, questo il nome del povero cane, sono apparse subito molto critiche a causa dell’evidente denutrizione e disidratazione. L’animale quindi è stato soccorso dal servizio veterinario ASP che poi lo ha affidato a un’associazione di volontariato. Nonostante l’immediato ricovero presso un veterinario, Gibby non ce l’ha fatta ed è morto. Il medico ha stimato che il cucciolone fosse senza cibo da almeno 10 giorni e senza acqua da almeno 3.

I Carabinieri hanno ovviamente denunciato il proprietario, un pregiudicato 25enne catanese, per maltrattamento. Ai sensi dell’art. 544-ter del Codice Penale, il 25enne potrebbe essere punito con la reclusione da 3 a 18 mesi o una multa da 5mila a 30mila euro. In caso di condanna, la pena è aumentata della metà a seguito della morte dell’animale causata dal maltrattamento.

Io davvero non riesco a capire perché una persona debba prendere con sé un cane se poi lo deve trattare così”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “L’unica spiegazione è un sadismo patologico e una totale mancanza di empatia che rappresentano un pericolo per tutta la società. Tra l’altro, in questo caso, parliamo di un cane di razza che con molta probabilità è stato anche acquistato – appunto come un oggetto – a caro prezzo, per poi lasciarlo morire di fame e di sete.”

La compravendita di animali d’affezione purtroppo è un argomento che viene ancora messo in discussione troppo poco e che noi, per ovvie ragioni, consideriamo immorale. Purtroppo, chi vende gli animali come oggetti, in moltissimi casi, non è assolutamente interessato alla fine che farà quel cucciolo e pensa solo al profitto. Fintanto che non ne verrà vietata la vendita, come ci auguriamo, servono maggiori controlli sugli allevatori professionali e amatoriali per tutelare la vita e il benessere degli animali che vengono venduti”, continua Rosati.

Per quanto riguarda il caso di Gibby, LNDC si unisce alla denuncia già sporta dai militari e si costituirà parte civile nel processo. Auspico che la magistratura svolga il suo compito con coscienza, dando la giusta importanza a questo gravissimo caso e sanzionando il colpevole in maniera esemplare, nonostante l’esiguità delle pene previste dal nostro Codice Penale”, conclude Rosati.

12 aprile 2019

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