Oggi la testimonianza chiave della dott.ssa Rosalba Matassa, all’epoca alla guida dell’Unità Operativa del Ministero della Salute che denunciò il malaffare all’interno delle strutture. LNDC, seppur inspiegabilmente esclusa dalle parti civili, continua a seguire con attenzione il processo insieme all’associazione locale L’Altra Zampa. Rosati: sono convinta che questa testimonianza sarà fondamentale per fare giustizia, auspico che la magistratura valuti tutto con la dovuta attenzione.

Quello dei canili Nova Entra, a Catania, è un caso emblematico di strutture lager piegate alla logica del profitto senza tenere in minima considerazione il benessere degli animali. Grazie all’impegno delle associazioni animaliste che dal primo momento si sono schierate in prima linea contro questi abusi, nel 2014 c’è stato un sopralluogo dell’Unità Operativa del Ministero della Salute che fece luce sulla pessima gestione delle strutture. Le indagini hanno permesso anche di evidenziare le responsabilità di funzionari comunali e veterinari ASP, oltre a quelle del gestore delle strutture, portando all’imputazione per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti del Comune di Catania oltre al maltrattamento degli animali.

Dopo aver tentato inspiegabilmente di ottenere l’archiviazione, nonostante le gravissime e documentate prove a carico degli indagati, il processo è finalmente partito. Incredibilmente le associazioni che avevano dato il via a tutto sono state escluse dalle parti civili e a nulla è valsa la richiesta di revoca dell’ordinanza di esclusione. Tuttavia, LNDC e l’associazione locale L’Altra Zampa hanno continuato a seguire da vicino questa vicenda gravissima e oggi era presente – rappresentate dalle avvocatesse Irene Rizza e Gaetana Cipolla – per assistere alla testimonianza della Dott.ssa Rosalba Matassa, medico veterinario che all’epoca dei fatti era a capo dell’U.O. ministeriale che denunciò il tutto.

La testimonianza della Dott.ssa Matassa è stata secondo noi davvero determinante per questo processo”, commentano le avvocatesse Rizza e Cipolla di LNDC Catania e dell’associazione locale L’Altra Zampa. “È stata sentita per circa due ore dal PM e dagli avvocati della difesa e i suoi racconti sono stati precisi e perfettamente argomentati sulla base alle leggi vigenti. Un esempio di professionalità e competenza che ha messo all’angolo le deboli argomentazioni dei difensori. Anche se eravamo qui come semplici spettatrici, siamo molto soddisfatte da come è andata questa udienza”.

Questo processo purtroppo è iniziato male, prima con le richieste di archiviazione – scongiurate grazie agli atti di opposizione presentati dai legali delle associazioni – e poi con l’inspiegabile esclusione delle associazioni protezionistiche dalle parti civili” afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection, “ma finalmente sta procedendo e grazie alla testimonianza di oggi credo che stia prendendo la direzione giusta per arrivare a una giusta punizione per chi ha lucrato su quei poveri cani con enorme sperpero di soldi pubblici, condannandoli a una vita di stenti, di malattie e di maltrattamenti. Auspico che la magistratura valuti con attenzione la gravità delle accuse e che non saremo costretti a subire una ulteriore delusione come tante altre già avvenute in precedenza quando si tratta della vita di animali non umani.”

25 novembre 2019

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