Le associazioni hanno diffidato il Sindaco a revocare il provvedimento emesso per l’abbattimento indiscriminato degli ungulati che, seppur in assenza di incidenti di rilievo, secondo il primo cittadino rappresenterebbero un pericolo per la sicurezza pubblica.

I dintorni del Comune di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, sono abitati da molti anni da una popolazione di cinghiali, come spesso accade in molte parti d’Italia. Può capitare, di tanto in tanto e senza grossi incidenti, che alcuni esemplari di questi animali si affaccino in paese alla ricerca di cibo o semplicemente di passaggio. Questo ha portato il Sindaco della cittadina a emettere un’ordinanza “contingibile e urgente” per introdurre misure atte al contenimento degli ungulati. In poche parole: caccia libera al cinghiale.

L’ordinanza, infatti, non stabilisce alcun numero massimo di esemplari da “abbattere” per garantire la sicurezza pubblica e questo perché non è stata fatta nessuna valutazione al fine di accertare la concreta esistenza del problema e la sua reale entità, con le conseguenti misure da intraprendere. Quello che il Sindaco sta invece chiedendo è un’uccisione indiscriminata e priva di criteri scientifici e di legittime basi giuridiche per risolvere una situazione che all’improvviso sarebbe diventata urgente, peraltro esercitando un eccesso di potere dato che il controllo della fauna selvatica non rientra tra le sue competenze. Per questi motivi, LNDC Animal Protection e WWF hanno inviato una diffida al Sindaco intimandogli di annullare o revocare l’ordinanza.

È incredibile come, ancora nel 2021, si continui a vedere l’uccisione di esseri viventi come primo e unico sistema per gestire la convivenza con gli animali selvatici”, affermano le Associazioni. “L’idea di mandare in giro persone armate è retrograda e pericolosa non solo per gli animali e per l’ambiente ma anche per gli abitanti della cittadina, che potrebbero essere vittime di proiettili vaganti o di errori dei cacciatori. Ancora una volta un regalo di un amministratore pubblico in favore di pochi “appassionati”, senza alcun riguardo per la vita degli altri”.

15 gennaio 2021

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