A seguito del ritrovamento di decine di animali morti – tra cui selvatici ma anche animali d’affezione – è scattata la denuncia contro ignoti e sono partite le indagini. Rosati: l’ordinanza ministeriale, recentemente prorogata, non è uno strumento sufficiente. Serve una legge contro questo fenomeno e che venga istituito il reato di strage di animali. Chi sa, parli. 

È un vero e proprio massacro quello attuato nei giorni scorsi nelle campagne della Tuscia, intorno al Comune di Capranica, dove decine di animali di tutti i tipi – tra cui cinghiali, ricci, cani e gatti – hanno perso la vita per mano umana. A seguito della segnalazione ricevuta, si è recato sul posto il capocaccia di Capranica che ha potuto constatare la presenza di decine di cadaveri, tutti recanti i segni tipici dell’avvelenamento. Una carcassa di cinghiale è stata prelevata dalla ASL per gli esami del caso e, dai primi rilievi, si sospetta l’utilizzo della stricnina, una sostanza particolarmente tossica e letale che causa il decesso in pochi minuti dall’ingerimento.

Una strage inaccettabile e inconcepibile che ha colpito indistintamente animali selvatici e non e che non deve restare impunita”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. Abbiamo sporto denuncia contro ignoti e confidiamo che le indagini possano portare a identificare il responsabile di tanta crudeltà. Non ci possono essere scusanti o giustificazioni per una carneficina così estesa in cui sono morti tantissimi animali di ogni tipo, compresi animali da compagnia come cani e gatti.”

Il Ministero della Salute ha di recente prorogato l’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo di esche e bocconi avvelenati e che impone una serie di azioni a carico delle autorità locali tra cui avviare indagini e bonificare le aree interessate. Tuttavia appare sempre più chiaro che questo strumento ministeriale non è sufficiente per arginare questo fenomeno che ormai dilaga in tutto il Paese e che permette di uccidere senza pietà centinaia di animali ogni anno. Da tempo ormai chiediamo che il legislatore metta a punto una vera e propria legge contro questa barbara usanza e che inasprisca le pene per chi fa uso di sostanze vietate, istituendo anche il reato di strage di animali”, continua Rosati.

Un altro strumento fondamentale per prevenire queste stragi è una maggiore tracciabilità delle sostanze tossiche più utilizzate, che oggi possono essere acquistate con troppa facilità e senza alcuna giustificazione. In questo modo, chi vuole comprare e usare veleni dovrà pensarci bene se non vuol essere rintracciato e indagato in casi come questi. Per ora, però, possiamo solo chiedere alla popolazione di tenere gli occhi aperti e segnalare ogni utilizzo sospetto. Allo stesso modo, chiunque abbia informazioni utili alle indagini nel caso di Capranica è pregato di fornirle agli inquirenti o può contattare LNDC Animal Protecion, anche in forma anonima, allo 02 26116502”, conclude Rosati.

20 settembre 2021 

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