Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Giuliano Poletti
Via Veneto, 56
00187 Roma
gabinettoministro@pec.lavoro.gov.it

Milano, 13 luglio 2017

Oggetto: prevenzione atti di violenza e degrado nei confronti degli animali

Egregio Ministro,

scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane Aniaml Protection, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con oltre 100 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.

I nostri volontari offrono una copertura capillare in tutta la penisola e in molti casi gestiscono rifugi di proprietà dell’associazione e/o in convenzione con i Comuni. Colgo l’occasione per scriverle a seguito di un drammatico avvenimento che si è verificato a Somma Lombardo (VA), dove – stando alle prime ricostruzioni – una famiglia seguita dai servizi sociali ha lanciato il proprio cane di 18 anni dal balcone della propria abitazione per non pagare l’eutanasia. In seguito, visto che l’animale non è morto per la caduta, lo hanno spostato in un parco e lasciato lì a morire. Il cane è stato soccorso da alcuni volontari locali ma non c’è stato nulla da fare.

Questo è solo l’ultimo, in ordine cronologico, di una serie di avvenimenti che possono essere testimoniati dai nostri attivisti in tutta Italia in cui i servizi sociali non prendono in considerazione le situazioni di disagio degli animali all’interno delle famiglie di cui si occupano. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone con problemi economici che non possono più sostenere le spese per i loro cani e gatti. Altre volte i problemi sono di natura psicologica e/o ambientale. In ogni modo, questi animali finiscono nei rifugi, spesso malati o malnutriti a causa di una gestione incompatibile con il loro benessere. In questa particolare circostanza invece si è giunti a un epilogo ancora più tragico.

Tutte queste situazioni potrebbero essere prevenute se i servizi sociali coinvolgessero maggiormente le associazioni animaliste riconosciute e operanti sul territorio, come LNDC, quando si occupano di persone o famiglie in situazioni di disagio che hanno anche animali. Questo coinvolgimento, infatti, avviene solitamente quando è troppo tardi per cercare di aiutare l’animale a restare con la propria famiglia, nei casi in cui ciò sia ovviamente possibile e non rappresenti un rischio per l’animale stesso.

Le chiedo quindi di sollecitare una maggiore collaborazione in questo senso da parte degli addetti ai servizi sociali al fine di tutelare al meglio tutti i membri del nucleo familiare, animali compresi.

Fiduciosa in una sua fattiva collaborazione, rimango in attesa di un Suo cortese riscontro e a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti,

Il Presidente Nazionale
Piera Rosati

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