Lega Nazionale per la Difesa del Cane denuncia la crudele esecuzione ed è pronta a costituirsi parte civile. Rosati: ripristiniamo la civiltà dove hanno perso la memoria e smarrito l’umanità. La condanna sia esemplare, come i provvedimenti del Consorzio verso i due responsabili del crimine.

Una spietata esecuzione, una uccisione degna del più grave incrudelimento umano ha colpito a morte un cane in un impianto idrovoro della Bonifica di Burana, nel ferrarese.

La bestiola stava passeggiando davanti agli alloggi di servizio dove risiedono numerosi lavoratori del consorzio. A scoprire la macabra esecuzione è stata la moglie di un addetto, attratta dal guaito del cane. Ai suoi occhi una scena brutale: due colleghi del marito erano impegnati a inseguire in cane, uno dei due imbracciava il fucile.

In seguito la signora e altri testimoni hanno visto i due individui caricare su un mezzo una sagoma avvolta in un sacco.Grazie alle testimonianze, i carabinieri di Bondeno hanno individuato i due aguzzini, entrambi ferraresi, che sono stati denunciati per il reato di uccisione di animali in concorso.

Dagli accertamenti sarebbe emerso che il cane era di proprietà di uno dei due dipendenti, così come l’arma del delitto, un fucile detenuto legalmente.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane – afferma la Presidente nazionale Piera Rosati – non farà mancare la sua puntuale presenza in sede giudiziaria contro i due spietati soggetti che hanno consumato l’atroce delitto. Chiediamo giustizia per l’assassinio di un animale innocente, con la sola colpa di avere avuto un padrone criminale, non un degno compagno. Apprendiamo con piacere che il Consorzio ha annunciato di prendere provvedimenti verso i due dipendenti, che noi chiediamo e speriamo esemplari”.

16 febbraio 2017