Dopo aver pubblicato una foto macabra con un maialino morto tenuto in braccio come un bambino, uno chef stellato aveva querelato la Presidente LNDC per averlo criticato duramente. Il giudice però ha archiviato il caso riconoscendo il diritto di critica dell’associazione. Rosati: non bisogna mai tacere davanti alle ingiustizie.

All’inizio del 2018 fece piuttosto scalpore, non solo nel mondo animalista, la foto pubblicata su Instagram dallo chef stellato Giuseppe Iannotti. La foto ritraeva un maialino morto tenuto in braccio come un bambino da un cuoco, con la scritta “Perché nonostante il sacrificio… noi gli ingredienti li coccoliamo”. Quell’immagine così macabra e irrispettosa aveva suscitato l’indignazione della Presidente LNDC Piera Rosati che, in un appassionato comunicato stampa, aveva condannato duramente il gesto che ridicolizzava la morte del povero animale. In seguito, lo chef ha querelato la Presidente LNDC per diffamazione affermando che tale critica ledeva la sua reputazione. Il PM ha inizialmente richiesto l’archiviazione ma lo chef si è opposto e si è arrivati davanti al giudice.

Dopo aver sentito le parti, il giudice ha riconosciuto il diritto di critica della Presidente Rosati in quanto rappresentante di un’associazione di protezione animali”, fa sapere Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC, “archiviando definitivamente il caso. Una decisione che ci riempie ovviamente di soddisfazione e che dimostra la sensibilità e il buon senso del magistrato che ha giudicato legittima la presa di posizione assunta dalla nostra associazione.”

Sono molto contenta di questo epilogo, perché dimostra che non bisogna mai tacere davanti alle ingiustizie”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “È vero, ho usato parole dure, ma altrettanto dura è stata quell’immagine in cui si banalizzava e ridicolizzava la morte di un essere senziente. Inaccettabile poi la frase che l’accompagnava, in cui si affermava che in quel ristorante gli ingredienti sono coccolati. Non potrò mai accettare che un maiale, o qualunque altro animale, sia per qualcuno semplicemente un ‘ingrediente’, un oggetto. Se una persona pubblica su un social network una cosa del genere è mio dovere, oltre che diritto come dimostra questa archiviazione, criticarla duramente perché dimostra una totale mancanza di sensibilità e di rispetto per la vita.”

25 ottobre 2019

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