BASILICATA – LNDC SCRIVE ALLA REGIONE PER CHIARIMENTI SU LEGGE REGIONALE IN MATERIA DI RANDAGISMO.

Una formulazione probabilmente sbagliata del nuovo testo potrebbe portare alla soppressione di cani smarriti, in totale contrasto con la legge nazionale. LNDC evidenzia al Presidente della Giunta e del Consiglio Regionale l’evidente sbaglio nel raccordo tra due norme contenute nella LR 46/18 e invita a correggerlo rapidamente senza attendere la pronuncia della Corte Costituzionale.

Nei giorni scorsi, il Governo ha impugnato la Legge Regionale n. 46 del 2018 promulgata dalla Regione Basilicata e recante “Disposizioni in materia di randagismo e tutela degli animali di affezione”. Il motivo principale è che, in base alla stesura attuale del testo di legge, sembrerebbe consentita la soppressione degli animali di affezione accalappiati se i proprietari non ne denunciano lo smarrimento entro 5 giorni. Una tale evenienza sarebbe ovviamente contraria alla normativa nazionale: la legge Quadro 281/91 infatti prevede che la soppressione eutanasica può avvenire solo se gli animali sono gravemente malati, incurabili e di comprovata pericolosità.

Allarmata dalla notizia di questa grave violazione di un principio cardine della tutela animale, ho analizzato la Legge Regionale insieme al Responsabile Diritti Animali della nostra Associazione l’avv. Michele Pezone”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Quello che ci è apparso evidente è un cosiddetto errore materiale, consistente in un riferimento sbagliato tra due articoli. L’articolo in cui si illustra il compito della ASL, tra i tanti, di effettuare le eutanasie, doveva fare riferimento all’articolo contenuto nella legge regionale in cui si specifica che gli animali possono essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili, in conformità alla legge nazionale. Invece, probabilmente per una svista – che ritengo alquanto grave – fa riferimento all’articolo in cui si fissa l’obbligo dei proprietari di denunciare lo smarrimento del proprio animale entro 5 giorni, sicché la lettura combinata delle due norme porta ad un risultato aberrante”.

Ho scritto quindi una lettera ai Presidenti del Consiglio e della Giunta regionale illustrando il problema e chiedendo di attivarsi immediatamente per emanare un provvedimento che apporti la dovuta correzione, senza aspettare il giudizio della Corte Costituzionale. Per come è formulato ora il testo, rischia infatti di essere molto pericoloso se applicato alla lettera”, conclude Rosati.

4 febbraio 2019

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