L’associazione si è attivata sporgendo denuncia contro ignoti. “Ci auguriamo che le telecamere abbiano ripreso la targa dell’auto o che qualcuno si faccia avanti per identificare questo assassino” chiosa la Presidente della sede LNDC Animal Protection di Conversano, Fonte Maria Lofano, che è intervenuta sul posto seguendo da vicino il tragico incidente.

Un’amicizia interrotta all’improvviso, mercoledì sera, da un’auto pirata, quella tra Bondo, cane di quartiere di Conversano in provincia di Bari, e il suo amico di strada Nerino. Una tristissima vicenda salita rapidamente alla ribalta della cronaca dopo le commoventi immagini postate sui social dalla sezione locale di LNDC Animal Protection nelle quali Nerino, mentre la folla si accalcava sul compagno morto dopo l’impatto, cercava in tutti i modi di farlo alzare: tirandolo con la bocca, spingendo con le zampe sul suo corpo ancora caldo, fino a salire sopra l’amico per tentare inutilmente di smuoverlo per andare via.

Un fatto straziante, che punta il faro ancora una volta sull’inciviltà e la codardia umana di chi era alla guida dell’auto che ha investito Bondo scappando poi via”, afferma la Presidente della sede LNDC Animal Protection di Conversano, Fonte Maria Lofano: “Attraverso la Sede Nazionale, abbiamo per ora sporto denuncia contro ignoti augurandoci che questo criminale possa essere presto identificato”.

LNDC Animal Protection ricorda che chiunque investa un animale ha l’obbligo di fermarsi e di prestargli soccorso. Il Codice della Strada, infatti, grazie a una modifica introdotta con Legge n. 120/2010 prevede che l’utente della strada, in caso avvenga un incidente ricollegabile al proprio comportamento e da cui derivi il danno a un animale, ha l’obbligo di fermarsi e di attuare ogni misura per assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Una legge, specifica il team legale di LNDC Animal Protection, che si applica a tutti gli animali, non solo cani o gatti, e che prevede una sanzione amministrativa pari al pagamento di una somma da 421 a 1.691 euro.  Ma nel caso in cui l’animale, come per il povero Bondo, muoia a seguito dell’omesso soccorso, si può configurare il reato di cui all’articolo 544 bis del Codice Penale, quello di ‘Uccisione di animali’, che prevede la pena della reclusione da quattro mesi a due anni.

Racconta Fonte Maria Lofano, arrivata immediatamente sul luogo del fatto mercoledì sera: “Ho ritenuto importante documentare e condividere l’affetto profondo che lega gli animali tra loro, come in questo caso, e sensibilizzare le persone sulla profondità delle relazioni che vivono gli animali. Sia Nerino sia Bondo erano cani che non si facevano avvicinare dalla gente, vivevano nel quartiere, ma con una consolidata diffidenza verso gli umani dai quali stavano infatti sempre alla larga. Bondo si è unito a Nerino, circa tre anni fa, da quel momento è cominciata la loro vita insieme e non si sono più divisi, fino a mercoledì sera”.

8 luglio 2022

Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Ufficio Stampa
Tel 02 26116502
ufficiostampa@legadelcane.org
stampa@legadelcane.org