Massacrato di botte e finito con un colpo d’arma da fuoco, così è stato trovato un meticcio di breton in fondo ad un burrone nel grossetano. Rosati: la violenza è diffusa dal nord al sud purtroppo, confido del lavoro degli inquirenti per identificare il mostro.

Ancora un violentissimo caso di violenza su un animale indifeso. Un cane da caccia è stato trovato morto, massacrato di botte e finito con un colpo di arma da fuoco in faccia. Il corpo del cane è stato segnalato da un ragazzo e poi sono intervenuti i vigili del fuoco per recuperarlo dal burrone in cui era stato buttato ormai senza vita. Sul caso stanno già indagando i carabinieri forestali.

Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che la crudeltà umana non conosce limite né posizione geografica”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC – Animal Protection. “Si ha l’errata convinzione che queste cose accadano solo nel sud, ma assistiamo sempre più a casi del genere in tutte le zone d’Italia. L’unica cosa certa è che chi ha commesso questa violenza è sicuramente un soggetto pericoloso che non dovrebbe essere libero di girare nella società senza conseguenze. Quindi, anche in questo caso, sporgiamo denuncia e confidiamo nel lavoro degli inquirenti per identificare questo mostro”.

Con molta probabilità si trattava di un cane di un cacciatore, a conferma del fatto che questa categoria di persone non ha alcun rispetto per la vita. È risaputo, infatti, che molti cacciatori si disfano o uccidono i propri cani una volta che non sono più ‘utili’ al loro scopo e questo caso potrebbe essere l’ennesima prova di ciò”, conclude Rosati.

30 gennaio 2020

Fonte immagine: iltirreno.it

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ufficio Stampa
Tel 02 26116502
Fax 02 36638394
stampa@legadelcane.org
comunicazione@legadelcane.org
www.legadelcane.org