Un tenero vecchietto ha perso la vita per colpa di qualche aguzzino che lo ha picchiato e sgozzato. LNDC chiede l’autopsia e si prepara a una denuncia, sperando nell’impegno delle forze dell’ordine e nella collaborazione della cittadinanza per risalire all’aguzzino. Rosati: un caso gravissimo che non può passare sotto silenzio.

Come dice il nome stesso di questo povero cane anziano, Nonno Dolce era un vecchietto dal carattere buono che viveva libero nei pressi di un discount ad Andria. Era seguito da tre volontari che si occupavano di lui e degli altri cani che vivono liberi in quella zona, portando cibo e curandoli quando necessario. Un giorno, uno di loro lo ha trovato rintanato in un cunicolo con una ferita al collo. Il vecchietto è stato quindi portato dal veterinario, curato a spese dei volontari che lo accudivano sul territorio e successivamente ospitato nel canile gestito dagli attivisti LNDC per la convalescenza.

Una volta guarito, Nonno Dolce è tornato in quella che da sempre era la sua casa e alla sua vita libera. Purtroppo, però, un giorno uno dei volontari che si prendeva cura di lui quotidianamente non l’ha visto al suo solito posto. Lo ha cercato a lungo nelle campagne circostanti fino alla macabra scoperta: Nonno Dolce era morto, dopo essere stato picchiato e sgozzato. Purtroppo per lui non c’era più niente da fare se non segnalare alle autorità competenti la presenza del suo corpo ormai senza vita.

Del caso si sono occupati i nostri volontari della Sezione LNDC di Canosa insieme ai volontari dell’associazione Save a Dog Life e una guardia zoofila”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “È stata richiesta la rimozione del corpo del povero cane affinché venisse effettuata un’autopsia per avere la conferma che Nonno Dolce è stato ucciso da una o più persone, ma per giorni il suo corpo senza vita è stato lasciato sotto le intemperie. Ovviamente, sulla base del referto autoptico procederemo anche in questo caso a una denuncia sperando che le indagini portino a identificare chi ha fatto scempio di questo vecchietto pacifico”.

Ho scritto anche una lettera al Comune e alla Polizia Municipale di Andria perché non è accettabile che il cadavere di un cane ucciso in quel modo venga lasciata nei campi così, senza alcun rispetto e senza un minimo di considerazione per il fatto che il recupero immediato avrebbe probabilmente aiutato le indagini. Ancora una volta ci troviamo davanti a una vittima di serie B, la cui vita vale meno di altre e per la quale non si è fatto tutto il necessario. Ma faremo di tutto affinché questa mentalità cambi e anche questo è uno degli obiettivi della petizione che abbiamo lanciato con l’hashtag #iosonoqualcunononqualcosa”, conclude Rosati.

25 febbraio 2020

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