Finiti sotto sequestro cani e strutture di un’allevatrice reggiana. “Esseri senzienti non possono essere allevati commettendo numerosi illeciti per poi essere non solo venduti ma per di più on line affidandoli, quindi, a persone ignote. Bisogna vietare questa irresponsabile forma di commercio che pone gli animali alla stregua di oggetti”, ha affermato la presidente LNDC Piera Rosati.

Le Forze dell’Ordine di Reggio Emilia, insieme al servizio veterinario dell’Ausl e ai funzionari del servizio d’igiene pubblica, hanno perquisito alcuni giorni fa un’abitazione e una stalla in una frazione cittadina, adibite ad allevamento di cani risultato poi completamente abusivo. Immobili illegalmente utilizzati per il ricovero di animali, molti non registrati e altri con numerose difformità sulla proprietà, ma non solo: la struttura non possedeva inoltre nessun tipo di autorizzazione per l’attività di allevamento né tantomeno per quella di pensione animali.

Gli articoli di legge violati dall’allevatrice sono diversi, tra i più importanti: la tutela del benessere animale e la gestione dei rifiuti. A suo carico, inoltre, anche diversi illeciti amministrativi per aver avviato un allevamento e una pensione per cani – 21 in tutto tra i quali dieci Weimaraner, cinque Setter inglesi, Cavalier King, due Bracchi italiani e tre cuccioli nati da poco più di 48 ore – in assenza di segnalazione certificata di inizio attività allo sportello unico per le attività produttive. Dall’indagine dei militari è emerso che il commercio dei cuccioli avvenisse tramite le note piattaforme online e che i pagamenti fossero incassati in contanti.

Siamo ancora una volta davanti all’uso commerciale di esseri viventi e senzienti” ha commentato Piera Rosati presidente di LNDC Animal Protection: “Oltre ai vari illeciti penali e amministrativi commessi dall’allevatrice reggiana che saranno puniti secondo la legge”, ha continuato, “vogliamo riportare l’attenzione sul fenomeno della vendita on line di animali. Dovrebbe essere abolita. Affidare la vita di un cane a qualcuno non è mai una scelta facile, farlo on line implica non dare nessun peso al destino dell’animale che, ancora una volta, viene strumentalizzato a fini meramente economici e trattato alla stregua di un oggetto. Inoltre, spesso, chi compra on line lo fa con poca consapevolezza dell’impegno e della responsabilità che questo atto comporta”, ha detto la presidente. I cani sono stati sequestrati e trasportati, tramite operatori specializzati, in una struttura qualificata e idonea alla tutela della loro salute. Sono stati inoltre sequestrati tutti i documenti sanitari presenti oltre che i pedigree, allo scopo di accertarne l’autenticità.

Solitamente trovo che generalizzare sia sbagliato ma questa vicenda conferma la mia opinione su chi alleva e vende animali per profitto”, ha aggiunto infine Piera Rosati che ha concluso:Spesso gli animali soggetti a compravendita sono considerati merce da cui trarre il maggior guadagno possibile e, a mio avviso, lo stesso vale per chi i cani li compra, spesso soltanto su basi estetiche o di moda, senza avere un minimo di conoscenza delle peculiarità sulla razza, ma soprattutto senza avere la minima consapevolezza che si sta acquistando un essere vivente bisognoso di tutto. Canili e rifugi di tutta Italia sono letteralmente pieni di cani, tanti senza pedigree, ma non mancano i cani di razza che come i meticci vengono abbandonati quando diventano anziani o si ammalano. Per tanti di questi animali, purtroppo, la quarantena non avrà mai fine, quindi aprite il vostro cuore e ricordate che l’amore non si compra. Mi auguro che sempre più persone scelgano di adottare e smettano di foraggiare un sistema malato come quello messo in piedi dalle persone come questa allevatrice reggiana”.

24 marzo 2021