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#maipiù - Petizione per una Legge contro gli avvelenamenti

L’Ordinanza del Ministero della Salute non basta ad arginare questo fenomeno criminale che purtroppo non accenna a fermarsi ma continua a dilagare in tutta Italia. Rosati: l’avvelenamento è il modo più subdolo, vigliacco e crudele per uccidere. Con la vostra firma possiamo chiedere una legge nazionale definitiva, pene più severe e una efficace tracciabilità della compravendita di tutti quei veleni facilmente reperibili sul mercato come topicidi e lumachicidi.

PETIZIONE POPOLARE


Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica


I sottoscritti cittadini italiani, anche ai sensi dell’art. 50 della Costituzione

PREMESSO CHE


- l’avvelenamento di animali, selvatici o familiari, continua ad essere un fenomeno allarmante su tutto il territorio nazionale. Basti pensare ai recenti casi di Sciacca (AG), Cassano Irpino (AV), Palazzo San Gervasio (PZ), Casaline di Preturo (AQ), nei quali decine di animali hanno perduto la vita a causa di bocconi avvelenati;

- lo scorso 25 giugno 2018 è stata disposta l’ennesima proroga (la settima) dell’Ordinanza del Ministero della Salute intitolata “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”;

- tale ordinanza, se da un lato ha consentito di accendere i riflettori su questo triste fenomeno, dall’altro non è riuscita ad arginarlo, tanto che le proroghe sono state giustificate proprio dal "persistere di numerosi episodi … relativi ad avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati nell'ambiente".

- la predetta ordinanza prevede che il proprietario o detentore dell’animale morto o intossicato per probabile avvelenamento debba darne immediata comunicazione all’Autorità competente e stabilisce precisi compiti in capo al veterinario che emette la diagnosi di avvelenamento, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio (cui vanno inviate le spoglie dell’animale o quanto può essere utile per le analisi), alle aziende sanitarie e anche ai prefetti e ai sindaci per le bonifiche ed il monitoraggio del territorio, ma i tavoli di lavoro o non sono stati convocati o non hanno dato concreti risultati;

- nel nostro ordinamento vi sono anche delle sanzioni per la diffusione di veleni stabilite dalla legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21, che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) nonché dalle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46), ma per un maggiore contrasto a questo fenomeno è necessario che la disciplina prevista dall’ordinanza ministeriale venga adottata con una norma di rango primario, cioè una legge del Parlamento, anche su delega del Governo;

- le sostanze tossiche abbandonate nell'ambiente rappresentano un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, oltre ad essere causa di contaminazione ambientale e pericolo per il patrimonio faunistico, per cui occorre svolgere una più concreta azione di prevenzione e occorre una legge nazionale che punisca severamente gli avvelenamenti;

- quanto sopra premesso

CHIEDONO


al Governo e al Parlamento l’approvazione di una Legge che:

- recepisca e rafforzi i contenuti dell’ordinanza del Ministero della Salute sui bocconi avvelenati;

- imponga a produttori e distributori di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi ad uso domestico, civile ed agricolo di garantire una efficace tracciabilità fino all’acquirente finale delle predette sostanze;

- stabilisca più efficaci sanzioni penali e amministrative per i trasgressori, che siano un vero deterrente per questo tipo di condotte.

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