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COREA DEL SUD – STOP AL CONSUMO DI CARNE DI CANI E GATTI

LNDC lancia una petizione rivolta al CONI e a tutti gli atleti italiani affinché prendano una posizione netta di condanna e puntino i riflettori mondiali su questa barbara usanza. Rosati: tutti gli animali soffrono allo stesso modo, l’alternativa è possibile ed è la scelta alimentare senza prodotti animali.

A breve avranno inizio le Olimpiadi invernali a PyeongChang, nella Corea del Sud. Uno dei tanti paesi asiatici tristemente noti per il consumo alimentare di cani e gatti, spesso uccisi con metodi terribili per assicurare una morte lenta che, secondo la loro “tradizione”, assicurerebbe un sapore migliore alla carne. Oltre alla barbara uccisione, l’allevamento di questi animali non prevede nemmeno lontanamente alcun riferimento al benessere animale. Gli animali vengono infatti allevati in batteria, chiusi in piccole gabbie spesso sovraffollate, senza alcuna possibilità di movimento e senza alcun riparo dalle intemperie.

“Da diversi anni ormai LNDC promuove la scelta vegana e vegetariana come forma di rispetto verso tutte le creature viventi”, ricorda Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Le immagini degli allevamenti intensivi, di qualsiasi specie animale, e dei mattatoi sono raccapriccianti e dovrebbero far riflettere tutti su quanta sofferenza mettiamo ogni giorno nei nostri piatti. Tuttavia è innegabile che quando queste pratiche riguardano cani e gatti, da secoli compagni fedeli dell’uomo, l’indignazione è se possibile ancora maggiore.”

Per questo motivo, LNDC ha lanciato una petizione rivolta al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e a tutti gli atleti italiani che parteciperanno ai giochi olimpici di PyeongChang affinché prendano una posizione netta di condanna di questa pratica inaccettabile. È fondamentale che il mondo dello sport faccia sentire la propria voce, esprimendo la propria indignazione e puntando i riflettori mondiali su questa barbarie, chiedendo alla Corea di fare un salto di civiltà e mettere al bando il commercio di carne di cani e gatti.

***Aggiornamento: la Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Piera Rosati, ha scritto all'Ambasciatore della Corea del Sud chiedendo che si facciano dei passi concreti per bandire il consumo di carne di cane.

Al Presidente del CONI
Giovanni Malagò

Agli atleti della delegazione italiana
ai XXIII Giochi Olimpici Invernali

In Corea del Sud si vendono al mercato cani e gatti vivi per poi essere mangiati. È una pratica che noi condanniamo, non degna di un paese civilizzato. Gli animali, tra l’altro, vengono uccisi in maniera lenta e dolorosa perché questo renderebbe la loro carne più buona. Oltre a questo metodo brutale di uccisione, i cani e i gatti vengono “allevati” in piccole gabbie, spesso sovraffollate, senza alcuna possibilità di movimento e senza alcuna preoccupazione per il loro benessere.

Non è solo la nostra sensibilità a dire che si tratta di un massacro aberrante. Nulla più di una Olimpiade può essere occasione per fare appello alla compassione, al rispetto della vita, e per sostenere la Corea del Sud a emanciparsi sul fronte del benessere animale.

Chiediamo quindi che il CONI e gli atleti facciano sentire la loro voce e condannino con fermezza questa barbara usanza, facendosi portabandiera anche della nostra indignazione per questa pratica disumana e chiedendo la messa al bando totale del consumo di carne di cane e di gatto.

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