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Lotta insieme a noi per difendere i diritti degli animali

Petizioni

Grazie al nostro impegno sono state approvate centinaia di ordinanze a favore degli animali, raccolte migliaia di firme per l’attuazione di leggi e sono state condannate tante persone che hanno ucciso, maltrattato e abbandonato.

Con la tua firma potremo combattere per dare agli animali un futuro di dignità e diritti. Firma per fare la differenza!

# # # QUESTA PETIZIONE NASCE SU CHANGE.ORG DOVE HA RAGGIUNTO 15.557 FIRME. CONTINUA A SOSTENERCI SU QUESTA NOSTRA NUOVA PIATTAFORMA ! # # # Chiunque viva con uno o più animali sa che le cure, in caso di malattia dei nostri amici, sono estremamente costose a causa di una legge assurda e insensata secondo cui i medici veterinari non possono prescrivere farmaci per uso umano se esiste il corrispondente farmaco per uso veterinario. Tuttavia questi ultimi costano in media 4 o 5 volte, arrivando perfino a 10 o 20 volte, più di quelli per l’uomo nonostante il principio attivo sia identico. Impossibile, quindi, somministrare legalmente anche i farmaci generici dal costo notevolmente ridotto – quando non proprio gratuito – ai nostri compagni di vita non umani. Lega Nazionale per la Difesa del Cane Animal protecion ha quindi lanciato una petizione (https://www.change.org/p/questionediprincipio-farmaci-a-costo-accessibile-anche-per-gli-animali) per chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute la possibilità di prescrivere i farmaci generici a costo contenuto anche per uso veterinario, che fino ad oggi ha raccolto oltre 13mila firme ma bisogna fare di più. Oltre a questo, LNDC attraverso il proprio ufficio legale sta predisponendo azioni supportate da un dossier che sarà messo a disposizione nelle opportune sedi e che mette a raffronto per la prima volta in Italia i prezzi dei medicinali a uso umano e veterinario a parità di principio attivo, così come i prezzi dei farmaci veterinari di prima registrazione e di quelli cosiddetti “generici”, chiedendo di valutare se vi siano violazioni di legge nelle gravose modalità di vendita. L’associazione lancia un appello a tutte le persone che vivono con uno o più pet, o semplicemente a chi li ama e vuole vedere tutelati i loro diritti, affinché firmino la petizione popolare – ai sensi dell’art. 50 della Costituzione Italiana – per chiedere di emanare una disposizione in base alla quale i farmaci già registrati per gli umani, che siano utili in ambito veterinario, possano essere utilizzati anche per gli animali da affezione e perché comunque vengano immessi sul mercato farmaci generici ad uso veterinario a prezzi giusti e accessibili. Per sottoscrivere la petizione è sufficiente cliccare qui o firmare attraverso le sedi locali dell’associazione presenti su tutto il territorio italiano.

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# # # # # QUESTA PETIZIONE, NATA SU CHANGE.ORG HA RAGGIUNTO 118.236 SOSTENITORI   # # # # # Successo per la campagna #giùlezampe promossa e lanciata dall’ambientalista e conduttrice tv Tessa Gelisio: “Passato un concetto di civiltà, gli animali non sono cose ma membri della famiglia”. Gli animali non sono oggetti. Ora lo dice anche la legge. Approvata la modifica all’articolo 514 del codice di procedura civile che considerava, alla stregua di oggetti come televisori o tostapane, la possibilità per gli animali da compagnia come cani e gatti di essere pignorati e, di conseguenza, messi all’asta in caso di insolvenza dei debiti da parte del proprietario. Un’ipotesi non così astratta perché, in Italia, con il perdurare della crisi, i pignoramenti sono cresciuti negli ultimi anni (alla fine di dicembre 2014 hanno raggiunto quota 52.606, ovvero l’11,6% in più rispetto al 2013). Si tratta di una vera e propria vittoria per #giulezampe, la petizione contro il pignoramento degli animali domestici lanciata lo scorso 5 febbraio da Tessa Gelisio – ambientalista e blogger di Ecocentrica.it, Presidente di ForPlanet Onlus e conduttrice tv di Cotto e Mangiato e in Forma con Star Bene – con il patrocinio della Lega Nazionale per la difesa del Cane Animal Protection. La campagna, lanciata sulla piattaforma social change.org, ha raggiunto 118.822 mila firme. Dopo aver consegnato le firme al Ministro della Giustizia lo scorso 20 marzo, gli animali di affezione o da compagnia, recita il nuovo regolamento approvato nell’ambito dell’articolo 77 del Collegato Ambientale, tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali, sono assolutamente impignorabili. Sono inclusi anche gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli. “Grazie alla spinta dal basso e alla mobilitazione di centinaia di migliaia di persone – dichiara Tessa Gelisio – siamo riusciti a convincere i legislatori a riconsiderare il valore degli animali domestici per quello che è, ovvero veri e propri membri della famiglia. Si tratta di un concetto di civiltà che finalmente ci vede allineati ad altri paesi come l’Austria e la Germania, dove da tempo si è affermata con forza l’idea che gli animali non sono cose”. 4 Italiani su 10 vivono con un animale domestico (cani per il 53,7%% delle famiglie e gatti per il 45,8%). Addirittura, l’11,9% degli italiani ne accoglie anche più di uno. Nonostante la crisi, la spesa per gli alimenti per cani e gatti nel Bel Paese è salita del 2,1% nel 2014[1], per un totale di un miliardo e 735 milioni di euro di fatturato (la crescita maggiore è stata registrata dagli alimenti per i gatti, con 932 milioni di euro contro i 703,4 degli alimenti per cani, ai quali però si aggiungono 99,9 milioni dedicati al settore degli snack, riservato ai cani). Gli italiani non sembrano badare a spese neanche per gli accessori come giochi, guinzagli, cucce, ciotole, gabbie, trasportini, prodotti per l’igiene e per la cosmesi con un incremento del 2,4% delle spese. Chi ha assistito alla morte del suo amico a quattro zampe, ha vissuto un dolore simile a quello che si prova per la perdita di un proprio caro. In alcune regioni d’Italia agli animali è consentito di essere portati in visita in ospedale, o in casa di cura o di riposo, per fare compagnia ai padroni ricoverati. La pet therapy è ormai un trattamento riconosciuto e che dà importanti risultati su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale. UN SUCCESSO POSSIBILE GRAZIE AL SOSTEGNO DI TANTI La petizione #giùlezampe ha avuto il sostegno di quasi 120 mila persone. Si ringrazia l’Onorevole Ermete Realacci che si è reso promotore della petizione e il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti che da subito hanno recepito l’urgenza del gap normativo e si sono attivati per aggiornare il testo di legge. Inoltre, si ringrazia l’avvocato Michele Pezone che ha dato sostegno e consulenza legale alla campagna e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che ha patrocinato la petizione #giùlezampe. (15 dicembre 2015)
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Il cavallo è un essere senziente e va tutelato in conformità con le sue esigenze fisiologiche ed etologiche, individuali e della specie, indipendentemente dall'attività in cui viene impiegato, sia durante le suddette attività che nei momenti di riposo, allo scopo di preservarne il benessere psicofisico e la dignità̀.   - Ai Comuni italiani - ALL’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) - ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani) PREMESSO CHE la detenzione per periodi lunghi in box, l'alloggiamento non adeguato, l'isolamento, una scorretta manutenzione della dentatura e dello zoccolo, la nutrizione errata, la carenza di cure veterinarie costituiscono condotte lesive del benessere dell'equide, in quanto animale gregario e bisognoso di spazi ampi, possibilità di movimento e vita sociale. I SOTTOSCRITTI CITTADINI, Anche ai sensi dell’articolo 50 della costituzione, CONSIDERATI • la Legge 20 luglio 2004 n. 189 e successive modifiche e/o integrazioni con particolare riferimento all’art.544-ter del codice penale ai sensi del quale: “1.Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili perle sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. 2.La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3.La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la mortedell’animale.”; • il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 "Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti"; • la Legge n.200 del1° agosto 2003e successive modifiche e integrazioni, in particolare in attuazione dell'art. 13 Legge Europea 2017, che istituisce l'anagrafe equina affidataad ex UNIRE (con legge 15 luglio 2011 n. 111 l’UNIRE è stata trasformata in Agenzia per lo Sviluppo del Settore Ippico – ASSI, in seguito con legge n. 135 del 7/8/2012 è stata disposta la soppressione dell’ASSI ed il trasferimento delle funzioni al MiPAF ed all’Agenzia delle dogane e dei monopoli)e regolamentata dal D.M.29 dicembre 2009emesso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministerodella salute e dal D.M. 26 settembre 2011 n. 20318 (emesso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministero della salute)che ne definisce le procedure operative; • il Decreto ministeriale 18 giugno 2009 che istituisce il primo Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti dagli animali presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; • il D.P.R. n. 320/1954(Regolamento di Polizia Veterinaria) e le norme e direttive di organi e Istituzioni competenti; • le linee guida per la tutela del cavallo adottate dal Ministero della salute (disponibili su www.salute.gov.it), che comprendonoIl Codice per la tutela e la gestione degli equidieLa Carta etica per la tutela del cavallo; CHIEDONO a tutti i Comuni Italiani - attraverso una petizione popolare anche ai sensi dell'art. 50 della Costituzione Italiana - di recepire ed emanare, in linea con la normativa vigente in materia di tutela degli Equidi, il “Regolamentocomunale per la detenzione degli equidi” (testo allegato) proposto da Lega Nazionale per la Difesa de Cane e Progetto Islander, che prevede in primis: • una detenzione responsabile da parte dei proprietari; • una scrupolosa vigilanza da parte degli organi competenti; • una collaborazione produttiva con le associazioni; • una puntuale denuncia da parte di veterinari di situazioni rischiose; • la ricerca e messa in atto di soluzioni alternative alla macellazione;

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A breve avranno inizio le Olimpiadi invernali a PyeongChang, nella Corea del Sud. Uno dei tanti paesi asiatici tristemente noti per il consumo alimentare di cani e gatti, spesso uccisi con metodi terribili per assicurare una morte lenta che, secondo la loro “tradizione”, assicurerebbe un sapore migliore alla carne. Oltre alla barbara uccisione, l’allevamento di questi animali non prevede nemmeno lontanamente alcun riferimento al benessere animale. Gli animali vengono infatti allevati in batteria, chiusi in piccole gabbie spesso sovraffollate, senza alcuna possibilità di movimento e senza alcun riparo dalle intemperie. “Da diversi anni ormai LNDC promuove la scelta vegana e vegetariana come forma di rispetto verso tutte le creature viventi”, ricorda Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Le immagini degli allevamenti intensivi, di qualsiasi specie animale, e dei mattatoi sono raccapriccianti e dovrebbero far riflettere tutti su quanta sofferenza mettiamo ogni giorno nei nostri piatti. Tuttavia è innegabile che quando queste pratiche riguardano cani e gatti, da secoli compagni fedeli dell’uomo, l’indignazione è se possibile ancora maggiore.” Per questo motivo, LNDC ha lanciato una petizione rivolta al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e a tutti gli atleti italiani che parteciperanno ai giochi olimpici di PyeongChang affinché prendano una posizione netta di condanna di questa pratica inaccettabile. È fondamentale che il mondo dello sport faccia sentire la propria voce, esprimendo la propria indignazione e puntando i riflettori mondiali su questa barbarie, chiedendo alla Corea di fare un salto di civiltà e mettere al bando il commercio di carne di cani e gatti. ***Aggiornamento: la Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Piera Rosati, ha scritto all'Ambasciatore della Corea del Sud chiedendo che si facciano dei passi concreti per bandire il consumo di carne di cane. Al Presidente del CONI Giovanni Malagò Agli atleti della delegazione italiana ai XXIII Giochi Olimpici Invernali In Corea del Sud si vendono al mercato cani e gatti vivi per poi essere mangiati. È una pratica che noi condanniamo, non degna di un paese civilizzato. Gli animali, tra l’altro, vengono uccisi in maniera lenta e dolorosa perché questo renderebbe la loro carne più buona. Oltre a questo metodo brutale di uccisione, i cani e i gatti vengono “allevati” in piccole gabbie, spesso sovraffollate, senza alcuna possibilità di movimento e senza alcuna preoccupazione per il loro benessere. Non è solo la nostra sensibilità a dire che si tratta di un massacro aberrante. Nulla più di una Olimpiade può essere occasione per fare appello alla compassione, al rispetto della vita, e per sostenere la Corea del Sud a emanciparsi sul fronte del benessere animale. Chiediamo quindi che il CONI e gli atleti facciano sentire la loro voce e condannino con fermezza questa barbara usanza, facendosi portabandiera anche della nostra indignazione per questa pratica disumana e chiedendo la messa al bando totale del consumo di carne di cane e di gatto.

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PETIZIONE POPOLARE Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Presidente della Camera dei Deputati Al Presidente del Senato della Repubblica I sottoscritti cittadini italiani, anche ai sensi dell’art. 50 della Costituzione PREMESSO CHE - l’avvelenamento di animali, selvatici o familiari, continua ad essere un fenomeno allarmante su tutto il territorio nazionale. Basti pensare ai recenti casi di Sciacca (AG), Cassano Irpino (AV), Palazzo San Gervasio (PZ), Casaline di Preturo (AQ), nei quali decine di animali hanno perduto la vita a causa di bocconi avvelenati; - lo scorso 25 giugno 2018 è stata disposta l’ennesima proroga (la settima) dell’Ordinanza del Ministero della Salute intitolata “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”; - tale ordinanza, se da un lato ha consentito di accendere i riflettori su questo triste fenomeno, dall’altro non è riuscita ad arginarlo, tanto che le proroghe sono state giustificate proprio dal "persistere di numerosi episodi … relativi ad avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati nell'ambiente". - la predetta ordinanza prevede che il proprietario o detentore dell’animale morto o intossicato per probabile avvelenamento debba darne immediata comunicazione all’Autorità competente e stabilisce precisi compiti in capo al veterinario che emette la diagnosi di avvelenamento, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio (cui vanno inviate le spoglie dell’animale o quanto può essere utile per le analisi), alle aziende sanitarie e anche ai prefetti e ai sindaci per le bonifiche ed il monitoraggio del territorio, ma i tavoli di lavoro o non sono stati convocati o non hanno dato concreti risultati; - nel nostro ordinamento vi sono anche delle sanzioni per la diffusione di veleni stabilite dalla legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21, che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) nonché dalle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46), ma per un maggiore contrasto a questo fenomeno è necessario che la disciplina prevista dall’ordinanza ministeriale venga adottata con una norma di rango primario, cioè una legge del Parlamento, anche su delega del Governo; - le sostanze tossiche abbandonate nell'ambiente rappresentano un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, oltre ad essere causa di contaminazione ambientale e pericolo per il patrimonio faunistico, per cui occorre svolgere una più concreta azione di prevenzione e occorre una legge nazionale che punisca severamente gli avvelenamenti; - quanto sopra premesso CHIEDONO al Governo e al Parlamento l’approvazione di una Legge che: - recepisca e rafforzi i contenuti dell’ordinanza del Ministero della Salute sui bocconi avvelenati; - imponga a produttori e distributori di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi ad uso domestico, civile ed agricolo di garantire una efficace tracciabilità fino all’acquirente finale delle predette sostanze; - stabilisca più efficaci sanzioni penali e amministrative per i trasgressori, che siano un vero deterrente per questo tipo di condotte.

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Tutti coloro che intendono iscriversi a LNDC devono condividere le finalità dell’associazione tutta e della sezione locale. L’accettazione del socio è a discrezione di LNDC e del Consiglio direttivo della sede locale.

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  1. Massa – Rifugio di Montepepe distrutto dal maltempo

    Cucce, tettoie e stalle distrutte dagli alberi caduti a causa del vento e della pioggia. Gli attivisti LNDC hanno bisogno di aiuto per ricostruire i ripari dei tanti animali diversi che ospitano e che accudiscono con amore ogni giorno.
    €80,00 donati su €10.000,00 di traguardo