Con superficialità e leggerezza acquistiamo capi ornati con pellicce di dubbia provenienza. Di che si può trattare? Di animali catturati peraltro con metodi crudeli, abbattuti dopo indicibili sofferenze, in nome di una moda che ancora si macchia di orribili carneficiine. Di che si tratta? In ordine di cronaca, di cappelli, sciarpe e guanti realizzati con pelle di orsetto lavatore. I carabinieri forestali raggruppamento servizio Cites hanno infatti sequestrato a Sesto Fiorentino oltre 5.500 capi di abbigliamento, tra cappelli, sciarpe e guanti realizzati con pelliccia di procioni (orsetto lavatore o Procyon lotor) allevati e provenienti dalla Cina, in violazione della normativa comunitaria che regolamenta il commercio di pelli e pellicce vietando l’introduzione e l’uso nell’Unione Europea di pellicce e prodotti con queste ottenuti, di animali da pelliccia, come il procione, il coyote, la lince ed altri, che provengano da Paesi che non assicurino che per la loro cattura, allevamento e abbattimento non siano usate tagliole o metodi cruenti che producano gravi sofferenze.

I capi  erano stati importati illegalmente dalla Cina, paese in cui non esistono allevamenti autorizzati, e per questo i Carabinieri hanno deferito all’autorità giudiziaria il proprietario di una ditta e hanno sequestrato la merce illegale. Si spera che i controlli non si fermino a questo. Ma che evitino il reiterarsi del reato.

Allertati da un caso di importazione di dubbia provenienza di un ingente quantitativo di caratteristici pom-pon, realizzati con pelli di procione (Procyon lotor), gli investigatori hanno eseguito un controllo presso i magazzini e la sede della ditta importatrice sita nella zona industriale fiorentina. Tra le migliaia di prodotti in esposizione, costituiti da semilavorati, giubbotti, giacche, abiti, accessori di abbigliamento etc., i militari hanno individuato la merce illegalmente introdotta e pronta per essere alienata sul mercato italiano ai rivenditori al dettaglio.

Per fortuna non è la prima volta che il settore della moda viene sottoposto a controlli mirati da parte del Servizio CITES. Già nel 2010, con le operazioni “Racoon” e “Rascal”, furono circa mille i capi di abbigliamento griffati e Made in Italy sequestrati ad una nota catena di moda romana presso numerose boutique della capitale dagli agenti CITES e 600 i “colli” realizzati con procione provenienti da Pechino e sottoposti a sequestro. La merce sequestrata dai Carabinieri Forestali, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato cifre sino a 200.000 euro. I controlli si estenderanno ad altri centri di importazione e vendita di pelli e pellicce animali. Attendiamo di conoscerne con ansia l’esito.