L’adozione di un cane è un impegno che non deve essere sottovalutato ed è un gesto che va sempre compiuto in modo responsabile.

Le prime settimane dopo l’arrivo a casa del nostro nuovo amico sono le più delicate sia per lui che per noi e la nostra famiglia: gli equilibri esistenti fino al suo arrivo cambieranno, lui dovrà imparare a capire come comportarsi, le sue necessità ci costringeranno a riorganizzare le nostre giornate, avremo tutti bisogno del tempo necessario per imparare a conoscerci.

La paura dell’epidemia e le restrizioni che ci vengono imposte in questo momento possono farci vivere l’idea dell’adozione di un cane come una “boccata di ossigeno”, come un momento di gioia in una fase della nostra vita così difficile. E sicuramente potrebbe esserlo, ma proprio perché dobbiamo agire in modo responsabile è necessario che ci fermiamo un attimo a pensare a cosa esattamente significherebbe accogliere in casa, adesso, un cane, cucciolo o adulto che sia. Tanto per cominciare l’affidamento avverrebbe “alla cieca” dal momento in cui non è possibile recarsi in canile, individuare con gli operatori presenti il quattro zampe che sembri il più adatto al nostro contesto familiare e al nostro stile di vita; non sarebbe possibile iniziare quel percorso di conoscenza reciproca, talvolta breve ma pur sempre utile, tra cane e adottante.

Nel momento in cui dovessimo comunque riuscire a portarlo a casa, il nostro nuovo amico avrebbe bisogno di uscire spesso perché deve imparare a sporcare fuori dall’abitazione e avrebbe bisogno di potersi sfogare con delle belle passeggiate e corse; dovrebbe poter socializzare con i suoi simili e con le persone così da non credere che siano tutti dei “nemici”. Un elenco banale di azioni che, al momento, non potremmo e non dovremmo fare.

Il cane adulto potrebbe doversi abituare a vivere in un contesto magari molto diverso da quello a cui era abituato. L’inserimento potrebbe essere facilissimo e il nostro amico sembra aver abitato da sempre con noi, ma potrebbe invece darci dei problemi che non siamo in grado di gestire da soli: come potremmo affrontarli e risolverli se con i volontari e gli educatori del canile non possiamo avere contatti personali?

Dobbiamo renderci conto che la mancata gestione o la gestione sbagliata di problematiche comportamentali conduce di solito al rientro del cane in canile.
Se poi l’affido fosse avvenuto tramite gli appelli che girano su internet cosa potremmo fare in caso di problemi?
Il monitoraggio e il sostegno che bisognerebbe dare nei mesi successivi all’adozione servono proprio per risolvere assieme eventuali problematiche e scongiurare il rischio di un nuovo abbandono.

In ultimo dobbiamo pensare a quello che tutti ci auguriamo non accada: senza immaginare il peggio, dovessimo anche solo trovarci sottoposti a quarantena come faremmo con un cane che abbiamo appena adottato e deve ancora abituarsi a tutto – conoscerci, sporcare fuori, conoscere l’ambiente urbano … ?

Lo scopo della nostra Associazione non è quello di riempire i canili. Ciò per cui abbiamo deciso di lottare e a cui abbiamo scelto di dedicare la nostra vita è tutelare gli animali e dare un futuro migliore in una famiglia a tutti quelli che possiamo. Per quanto possa sembrare assurdo, in questo momento tutelarli significa saper aspettare, occupandoci di loro ogni giorno, come avveniva nella normalità, senza fargli mancare nulla, in attesa dell’istante in cui, finalmente, potremo riaprire le porte dei canili e donare loro il bene più prezioso: Una adozione responsabile e l’amore che solo una famiglia può donare.