Ancora una volta la lunga mano della lobby della caccia fa sentire il suo peso. Mentre tutta la popolazione è chiusa in casa, isolata e separata da amici e parenti, ridotta a doversi accontentare della sporadica visita al supermercato per acquistare beni di prima necessità, ai cacciatori, in totale disprezzo ai provvedimenti restrittivi assunti dal governo – grazie alla classe politica che governa le Regioni in Italia – viene concesso di infischiarsene della quarantena e di andare in giro a coltivare il loro macabro hobby di sangue. E il periodo è particolarmente favorevole per loro. Con le attività umane ferme o limitatissime, la fauna selvatica sta infatti cominciando a muoversi sul territorio con più tranquillità e si avvicina anche più facilmente ai centri abitati. Una vera e propria manna dal cielo per gli assassini autorizzati che non vedono l’ora di sparare a qualunque cosa si trovi a passare davanti alle loro doppiette.

E’ davvero preoccupante, mentre tante persone sono impegnate nella durissima lotta sul campo e rischiano la loro vita per salvare quella degli altri, spesso abbandonate a se stesse, i Governi e i politici, pensano bene di spendere il loro tempo per tutelare gli interessi dei cacciatori e del loro sanguinario passatempo:

L’Emilia Romagna e il Veneto, regioni particolarmente colpite dal coronavirus, attivano “piani di controllo” della fauna selvatica con l’ausilio dei cacciatori, permettendo loro di spostarsi a piacimento. nonostante le limitazioni introdotte per contenere il contagio.

La Sardegna e il Piemonte consentono la caccia sui fondi privati, dando la possibilità al proprietario di un fondo agricolo di coinvolgere, semplicemente attraverso una delega, il cacciatore di turno. Il Piemonte, addirittura, ha elaborato un nuovo disegno di legge per regalare ai cacciatori la possibilità di sparare, oltre a quelle già previste, ad altre 15 specie.

La Puglia ha emanato un provvedimento che prevede l’aumento del numero dei rappresentati delle associazioni venatorie nelle commissioni esami per il rilascio delle licenze di caccia, da 3 a 6, a sfavore della componente ambientalista.

Il Lazio, ha approvato una norma per la caccia nelle “aree contigue” del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove vive l’orso marsicano a rischio estinzione.

Dulcis in fundo la Lombardia, regione martoriata dal coronavirus, che lo scorso 5 marzo ha pensato bene di impugnare un’ordinanza del TAR che aveva sospeso parti del piano per l’uccisione delle volpi sul territorio della provincia di Lodi.

Purtroppo, a quanto pare, nonostante tanta sofferenza e tante vittime, i i politici non hanno ancora imparato nulla.