La notizia sta facendo il giro del mondo. Due cani eroi impiegati dall’esercito britannico in operazioni militari in Afghanistan verranno soppressi: di riportarli a vita normale i vertici dell’esercito non ci pensano neppure, e hanno deciso di sopprimerli, come auto da rottamare. Una petizione sta sollevando la crudele e incredibile disumana opzione della Gran Bretagna, per fermare l’assassinio di Kevin e Dazz, due pastori belgi. Finché sono stati indispensabili per scovare gli esplosivi e salvare quidi la vita delle truppe, erano utili. Ora, tornati dal servizio, devono morire. E non sarebbe la prima volta, perché quattro anni fa la stessa agghiacciante fine la fece un cane che aveva fatto da guardia del corpo al principe William.

E’ il prezzo che devono pagare i cani, addestrati e costruiti per “uccidere” e poi a loro volta sacrificati perché ritenuti impossibili da gestire? Esiste davvero l’impossibilità di recupare a normalità un cane da lavoro o non si vogliono affrontare costi e benefici di un percorso che li rende, da subito, solo una macchina cartesiana, carne da macello?

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