Il fatto di cronaca è inusuale e interessante, perché in occasione della grande mostra ‘Bestiale! Animal Film Stars’ il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta al Cinema Massimo, fino a mercoledì 1 novembre, una rassegna omonima di dieci film aventi come protagonisti gli animali più famosi dello star system. Un infinito numero di animali ha conquistato il centro della scena in più di un secolo di film: cani, gatti, cavalli, lupi, canguri, elefanti, giraffe, delfini, tigri, pinguini, foche, scimmie, maialini, uccelli, per fare solo degli esempi, hanno recitato da protagonisti o solo come comparse in film di tutti i generi. A loro il Museo Nazionale del Cinema ha dedicato la mostra alla Mole Antonelliana visitabile fino a lunedì 8 gennaio 2017.La rassegna al cinema Massimo completa questo affresco ampio eppure inesauribile.

Ma non solo. Si è anche tenuto un evento speciale dedicato ai grandi cani hollywoodiani a cura e alla presenza di Randy Haberkamp (Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles) con proiezione di Clash of the Wolves. Il film, settimo della fortunatissima serie con protagonista il cane Rin Tin Tin, era stato accompagnato musicalmente al pianoforte dal M° Stefano Maccagno. Una serata speciale alla quale i cani sono stati invitati a partecipare con i loro padroni.

Ma se fin qui tutto va bene, con un nostalgico ritorno al passato, alla nostra infanzia e a quel rapporto tutto speciale che ci lega a cani, gatti, animali di ogni genere, per passione, affinità elettiva e perché in loro riconosciamo l’aspetto migliore della vita, non occorre dimenticare che sugli animali lo spettacolo deve porsi qualche domanda etica. Di recente il quotidiano Lettera 43 ha dato notizia di una inchiesta scottante proprio sull’aspetto più impronunciabile, che non ha nulla a che vedere con la mostra, sia chiaro. Però, proprio perché vogliamo ricordare il ruolo speciale degli animali nella nostra vita, e la mostra di Torino offre un contributo meritevole e di spessore culturale, non dobbiamo illuderci che nel mondo del cinea non vi sia chi invece  sfrutta per fini commerciali. Si legge, chiaro e tondo:

“Di solito tra i titoli di coda dei film appare la scritta che dovrebbe rassicurare il pubblico. «Nessun animale è stato maltrattato durante le riprese». Ma ne siamo proprio sicuri? A quanto pare no.

Decine di animali hanno subito violenze o sono addirittura morti mentre venivano girate alcune delle pellicole campioni di incassi di Hollywood. Il tutto nonostante l’American humane association (Aha), l’ente incaricato di tutelare gli animali sui set, avesse dato il suo benestare”.
La fonte che viene utilizzata è  il magazine The Hollywood Reporter. Che si legge?
TIGRE A RISCHIO ANNEGAMENTO. La rivista Usa – racconta Lettera 43 – è venuta in possesso di un’email inviata a una collega da Gina Johnsons, supervisore dell’Aha incaricato di monitorare la salute della tigre Richard Parker celebre protagonista di Vita di Pi.
«La cosa peggiore è che la scorsa settimana abbiamo quasi ucciso la tigre nella vasca», ha raccontato Johnsons.
Mentre si stava girando una scena in acqua, l’animale è rimasto disorientato e ha rischiato di affogare. Per fortuna un istruttore l’ha salvato in tempo, recuperandolo grazie a un lazo.
L’AHA CONTRO IL SUPERVISORE. «Ti racconterò i dettagli a voce. Penso che la cosa non si sappia, ma non raccontarlo a nessuno, specialmente in ufficio. Ho cercato di minimizzare l’accaduto», ha continuato il supervisore dell’Aha.
L’incidente, ovviamente, era stato celato. E il film ha ricevuto il lasciapassare della stessa Johnsons: «Nessun animale è stato maltrattato». Finisce qui? Magari.

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Tocca a una dozzina di animali marini catturati per girare Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima Luna. “Le creature sono state rilasciate a riva, quindi non nel loro habitat naturale, e cosa ancora peggiore, sono morti durante un’esplosione nell’acqua, causata da un effetto speciale, secondo quanto ha raccontato un altro rappresentante dell’ente di controllo Usa presente sul set”, riporta il quotidiano.

STRAGE DI OVINI NE LO HOBBIT. Altro film, altra strage di animali? La denuncia è forte. “È successo durante le riprese di Lo Hobbit, di Peter Jackson, dove almeno una trentina di pecore e capre sono morte per disidratazione, stanchezza e affogamento durante le pause del set”.

Basta così? Il dossier è pesante. Toccherebbe anche la sorte del povero scoiattolo del film A casa con i suoi, di Tom Dey, con Matthew McConaughey e Sarah Jessica Parker. “Il piccolo roditore è finito spappolato da qualcuno dello staff delle riprese”.
DA ISPETTORI A COMPLICI. Ora però l’associazione che deve tutelare gli animali è stata messa alla sbarra. Anche per altre rivelazioni. Riporta Lettera 43:
«È attraente e allo stesso tempo ironico: sono passati dall’essere protettori degli animali a complici di chi commette crudeltà», ha commentato un funzionario dell’Aha ormai in pensione. Che ha raccontato di aver più volte sentito uomini del set gridare: «Dite agli ispettori degli animali di andare a farsi f…», dopo la morte di quattro cavalli sul set di Luck, la serie tivù della Hbo con protagonista Dustin Hoffman.
In quell’occasione gli ispettori della Aha non sfruttarono i propri poteri di denuncia e di arresto di chi commette torture o violenze sugli animali: «È peggio del non far niente. È come se un poliziotto non solo ignorasse un crimine, ma aiutasse pure a insabbiare il fatto».