24 febbraio
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane plaude alla sentenza del Tribunale di Ravenna che oggi ha condannato Giorgio Guberti medico veterinario in pensione e allevatore di pointer.
L’imputato è stato condannato ad un anno e mezzo di reclusione oltre all’interdizione dell’attività di allevamento per tre anni ed i cani sono stati confiscati. 
Nonostante la richiesta di un euro il Tribunale ha ritenuto di condannare l’allevatore al risarcimento di danni morali (quantificati in 3.000,00 euro) alla Lega nazionale per la Difesa del Cane costituita parte civile oltre al rimborso delle spese legali.
“La sentenza del Tribunale – afferma Gian Luca Scagliotti, avvocato della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – ha sancito che le istanze delle associazioni animaliste erano giustificate nonostante una pesante campagna in difesa dell’allevatore e dei suoi metodi -oggi condannati- da parte di alcune associazioni che lucrano sugli animali. Voglio ringraziare l’Avv. Visani – ha concluso il responsabile ufficio legale LNDC- che si è costituito per la nostra associazione per il lavoro svolto in un processo terminato con una condanna che segna un passaggio importante, al di là del processo”
Anche la Presidente Nazionale esprime la propria soddisfazione.
“Quando le associazioni animaliste lavorano insieme – ha dichiarato Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – come stiamo facendo da tempo, i risultati ci sono. Un particolare ringraziamento, in questo caso, anche a Maurizio Pianazzi Presidente Crulty Free e a Lilia Casali di Animal Liberation che si sono spesi oltre ogni limite per i poveri pointer, finalmente liberi di correre nel vento”.
RAVENNA, ALLEVAMENTI “POINTER NEL VENTO”: IL 24 FEBBRAIO ULTIMA UDIENZA A CARICO DEL VETERINARIO-TITOLARE DEGLI ALLEVAMENTI, RINVIATO A GIUDIZIO PER MALTRAMENTO DI ANIMALI E IRREGOLARITA’ NELLO SMALTIMENTO DEI REFLUI.
La cifra simbolica di 1 euro, in qualità di parte civile, sarà chiesta da LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) nel corso dell’ultima udienza del processo che si terrà giovedì 24 febbraio presso il Tribunale di Ravenna, a carico del titolare degli allevamenti “Pointer nel vento” di Osteria e Campiano (Ravenna): l’imputato, un medico veterinario in pensione, dovrà rispondere dei reati di maltrattamento di animali, detenzione incompatibile con le caratteristiche etologiche e produttive di gravi sofferenze e irregolarità nello smaltimento di raccolta e smaltimento di rifiuti fecali e liquami nonché di scarico di acque reflue industriali.
I fatti risalgono al 2008 quando nel corso di un’operazione condotta dagli agenti del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (Nirda) del Corpo Forestale dello Stato, decisa anche a seguito di una denuncia presentata dalla LAV che aveva raccolto numerose segnalazioni in merito alle condizioni degli animali, furono rinvenuti 220 cani quasi tutti di razza Pointer, in un grave stato d’incuria: rinchiusi in strutture fatiscenti ed esposti alle intemperie, tra escrementi, pezzi di carne putrida e carcasse. Tra gli animali che secondo le indagini sarebbero stati maltrattati, figurano pure alcuni gatti selvatici o comunque incroci tra selvatici e domestici.
LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiedono che sia fatta giustizia per questi animali che tanto hanno sofferto a causa di metodi di allevamento, che, evocando il concetto di selezione naturale, li esponevano a intemperie, condizioni igieniche drammatiche e incuria: “Ci auguriamo che con questo processo su tali discutibili metodi d’allevamento sia emessa una decisiva e inequivocabile condanna – dichiarano LAV e LNDC – il valore simbolico del risarcimento è finalizzato proprio a sottolineare la gravità di sul piano morale ed etologico delle sofferenze così inflitte agli animali, nell’esclusivo interesse delle associazioni a vedere perseguiti i responsabili una volta messi in salvo gli animali”.
Le associazioni ringraziano l’avv. Visani del foro di Ravenna per il grande impegno con cui ha seguito questo importante e delicato caso.