Ottobre 2011 - Oristano, pastore condannato per maltrattamento animali

Ottobre 2011

Tribunale di Oristano

“Siamo sicuri che il pastore sardo condannato per maltrattamenti di animali ha capito che gli animali devono essere rispettati” dice Laura Rossi – Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del cane. Di certo, la condanna inflitta dal Tribunale di Oristano a un pastore che aveva maltrattato il proprio cane è una sentenza che dovrebbe e deve  far riflettere. Maurizio Serpi, pastore originario di San Quirico, è stato condannato al pagamento di una multa di settemila cinquecento euro e al pagamento delle spese processuali. 

L’episodio risale al lontano febbraio 2010. Un inverno rigido per l’Oristanese. Proprio in quel periodo un cane era stato lasciato all’aperto, legato a una catena cortissima sotto il gelo e la pioggia. Alcuni automobilisti avevano notato che il cane si muoveva lentamente intorno all’albero a cui era legato con una catena di poco meno di un metro. Una donna non era rimasta a guardare quello spettacolo e aveva subito avvisato la polizia municipale. I vigili urbani intervenuti con la collaborazione dei vigili del fuoco, arrivati sul posto, avevano liberato il cane e chiesto l’intervento della Asl veterinaria . L’animale aveva evidenti lesioni al collo, provocate dal collare molto stretto e dopo vari accertamenti, era scattata la denuncia per maltrattamenti di animale. L’allevatore, inoltre, era stato multato dai vigili urbani, perché il cane non era stato microchippato (sanzione che prevede una sanzione di 300 euro).

Mercoledì 13 ottobre c.a. finalmente è stata messa la parola fine a questa storia. L’allevatore è stato condannato dal giudice Modestino Villani al pagamento di una multa di settemila cinquecento euro (7.500,00 euro).  L’uomo aveva sostenuto che il cane era un randagio entrato nel suo podere e aveva creato diversi danni nell’azienda. In seguito, non se ne sarebbe più andato via e l’allevatore avrebbe, a suo dire, iniziato ad occuparsene. Sicuramente, i modi utilizzati non erano proprio quelli di un amante di animali date le condizioni precarie in cui era stato tenuto il cane.

La Lega Nazionale per la difesa del cane spera che una tale sentenza possa essere di esempio a tutte quelle persone che non rispettando gli animali si rendano conto che è finito il tempo in cui un cane venga considerato solo e solamente come un oggetto privo di sentimenti e di sofferenza.

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