4/11/2011
Ancora un segnale di grande impegno e responsabilita’ politica e civile da parte del Ministro Michela Brambilla per il duro attacco fatto a Green Hill, l’allevamento a Montichiari (Bs) di cani beagle che, per il loro temperamento mansueto e la resistenza del cuore li rendono la razza più ricercata per la sperimentazione “in vivo”.
Il ministro del Turismo ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia, al Comando nazionale dei Carabinieri Tutela della Salute e al nucleo dei Nas di Brescia, richiedendo in forma ufficiale un intervento per accertare «violazioni della normativa statale e regionale in materia di tutela del benessere degli animali di affezione» oltre a «violazioni della disciplina igienico sanitaria nonché di quella concernente il decreto legislativo n. 116 del 1992». 
I cani custoditi nell’azienda di Montichiari, circa 2.000, tutti di razza Beagle, sono tenuti in un ambiente sterile, sempre sotto luce artificiale in cui ogni esemplare ha a disposizione solo pochi metri quadrati e non può mai né uscire all’aria aperta né entrare in contatto con altri cani.
Tutto questo perché la multinazionale Marshall, proprietaria della struttura di Montichiari, deve garantire la perfetta salute dei beagle alle case farmaceutiche a cui vende i suoi cani, destinati alla vivisezione. I cuccioli, generalmente dopo otto mesi dalla nascita, vengono spediti in laboratori di tutto il mondo.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede che sia fatta giustizia per questi animali che tanto hanno sofferto e soffrono ribadendo il suo pieno sostegno alle azioni del Ministro del Turismo per aver confermato il suo impegno politico. Le sue azioni sono un segnale importante per l’Italia soprattutto, se condivise ed apprezzate non solo dal mondo animalista, ma dalla maggioranza degli Italiani, popolo civile, sensibile alle tematiche in difesa dell’ambiente e di tutte le creature che da sole non possono parlare.
La presa di posizione del Ministro del Turismo Michela Brambilla contro la direttiva europea 2010/63 sulla vivisezione è stata chiara si dall’inizio. Infatti, a distanza di poco più di un anno ha ottenuto nella commissione Affari sociali della Camera l’approvazione di un emendamento alla legge comunitaria 2011, che promuove lo sviluppo di metodi alternativi per superare la sperimentazione animale, limitandone l’applicazione e garantendo nuove tutele agli animali utilizzati. Il provvedimento vieta, inoltre, l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale.
“In attesa del termine dell’iter parlamentare della legge comunitaria, che potrà quindi obbligare la chiusura della Green Hill, vietandone l’attività sul suolo nazionale, e impedirà la nascita di realtà analoghe – si legge in una nota – il ministro del Turismo intende farsi interprete ancora una volta delle istanze di quella maggioranza degli italiani che ama gli animali e vuole vederli rispettati. E in particolare del sentimento delle migliaia di cittadini che, da tempo, auspicano un intervento delle istituzioni sul caso Green Hill, una “fabbrica di morte” che “non può trovare spazio in un grande Paese civile quale è l’Italia”.