marzo 2010 - Canosa (BT), salvati i due cani buttati nel pozzo

3 marzo 2010

Canosa (BT) – due cani sono stati buttati in un pozzo.
La prima mano amica è stata quella di un volontario della Lega del Cane di Canosa

In merito al grave episodio di violenza a danno di animali verificatisi a Canosa (BT), dove due cani sono stati buttati in un pozzo profondo otto metri, la Lega Nazionale per la difesa del Cane esprime grande indignazione.

Non sembra vero che ancora oggi possano compiersi gesti come quello che pochi giorni fa, tramite una scena raccapricciante sono rimasti sconvolti anche i soccorritori: in un pozzo profondo almeno otto metri due cagnolini continuavano a lamentarsi e a guardare verso l’alto in attesa di aiuto. Per i due quattrozampe, la prima mano amica è stata quella di un volontario della la Lega Nazionale per la difesa del Cane di Canosa che allertata dalla Polizia municipale, si è immediatamente attivata nell’operazione di recupero dei due animali, insieme ai vigili del fuoco.

Secondo ciò che è stato riportato dalla stampa, i vigili del fuoco hanno tentato più volte ma, senza alcun risultato, di contattare la reperibilità veterinaria della Asl/Bat per relazionare sull’accaduto, poiché non conoscendo l’indole degli animali, poteva essere necessario anestetizzarli. l’Intervento però è stato evitato grazie all’aiuto dei volontari della Lega nazionale per la difesa del cane, che hanno sostituito le istituzioni.

La vicenda si è conclusa con una splendida operazione congiunta, si sono calati in due nel pozzo: un vigile del fuoco, munito di scala ed imbracatura, ed un volontario della Lega del Cane, in breve tempo i cani sono stati portati in salvo e ricoverati presso il canile sanitario, come da prassi. Mentre rimangono ancora da punire gli autori di tanta inciviltà.
Possiamo affermare che se un passante non avesse sentito i lamenti insistenti dei due animali, i cani sarebbero morti di stenti per il gesto crudele e sconsiderato di uno o più responsabili. L’ennesima uccisione di un animale destinata a passare sotto silenzio. A tale proposito, la Lega Nazionale per la difesa del Cane ricorda che tale atto integra la fattispecie di reato del maltrattamento di animali, punito dall’art. 544 ter del Codice Penale:“Chiunque, per crudeltà o senza necessità –dichiara Gian Luca Scagliotti Resp. dell’Ufficio Legale della Lega del Cane- cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno”.

“Se, come diceva Gandhi – afferma Laura Rossi Presidente della Lega del Cane – grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, allora non possiamo che constatare come tante realtà in Italia, siano ancora molto arretrate! A fronte di tanti cittadini sensibili e volontari delle associazioni animaliste quotidianamente impegnati nella cura e nella salvaguardia degli animali abbandonati e maltrattati, purtroppo dobbiamo riscontrare che, esistono ancora tanti individui senza scrupoli e senza etica, la cui grettezza e inciviltà ci sconvolge e ci preoccupa”. “Mentre ogni giorno – conclude l’avv Scagliotti – siamo impegnati a compiere tanti, importanti, passi in avanti verso una maggiore tutela degli animali, c’è ancora molta strada da compiere perché si possano affermare con pienezza i diritti degli stessi”.

LE FOTO DEL SALVATAGGIO

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