L’Italia va in fumo
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L’ITALIA VA IN FUMO

Mezza penisola martoriata dagli incendi, quasi tutti di origine dolosa. LNDC condanna questi atti criminali che causano morte e distruzione a danno degli animali, dell’ambiente e quindi di tutti noi. Rosati: encomio per VVFF, Protezione Civile e Forestali ma serve maggiore prevenzione e monitoraggio da parte dello Stato per proteggere la biodiversità e il nostro futuro.

Da settimane ormai moltissime aree del nostro Paese sono devastate da incendi di varia entità. Abbiamo ancora tutti sotto gli occhi le drammatiche immagini del Parco Nazionale del Vesuvio martoriato dalle fiamme, ma i roghi stanno interessando anche tante altre regioni del centro e del sud Italia. In primis la Sicilia, ma anche Calabria, Lazio, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Marche, Toscana, Umbria e Basilicata.

Oltre la metà dello Stivale sta andando letteralmente in fumo, con danni incalcolabili e inaccettabili per tutti. Nel caso degli incendi sul Vesuvio, è girata in rete la notizia che i roghi siano stati appiccati utilizzando gatti come inneschi. Tale ipotesi però non trova conferma nelle parole di Stella Cervasio, giornalista storicamente attiva nel volontariato animalista e da qualche anno Garante dei Diritti Animali del Comune di Napoli, che ha chiesto maggiori informazioni al Generale Sergio Costa dei Carabinieri Forestali. Purtroppo questa pratica è stata realmente presente nel retaggio delle popolazioni rurali, soprattutto nel sud Italia, ma chi oggi vuole appiccare incendi dolosi ha un’arma molto più efficace e precisa: gli inneschi chimici. Ciò non toglie che migliaia di animali, domestici e selvatici, di tutte le specie hanno perso la vita in modo atroce o comunque hanno visto distrutto il proprio habitat.

Ma quali sono le cause di questa devastazione che sta colpendo mezza Italia? La grande ondata di caldo che ha interessato il nostro Paese nel mese di luglio ha sicuramente contribuito a rendere più facile la propagazione delle fiamme, ma la mano che c’è dietro è senza dubbio umana. Gli inquirenti non hanno dubbi: la stragrande maggioranza di questi incendi sono dolosi. In alcuni sporadici casi si può trattare di un piromane isolato, un malato ossessionato dal fuoco e dai suoi effetti. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di organizzazioni criminali che utilizzano gli incendi per tenere sotto ricatto le istituzioni, bloccare concessioni edilizie, distruggere le prove di sversamenti abusivi di rifiuti, o “liberare” aree di terreno dagli alberi per poterle usare più agevolmente come discariche abusive.

Le immagini che ci arrivano ogni giorno sono terrificanti”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC. “Il mio pensiero va a tutti gli animali braccati dalle fiamme, che li hanno raggiunti anche nelle loro tane, e a tutte le persone coinvolte. È doveroso ringraziare i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e i Forestali per il loro impegno nel domare gli incendi, ma bisogna anche chiedere che lo Stato faccia maggiore prevenzione e monitoraggio. L’ambiente è patrimonio di tutti e questi criminali stanno danneggiando gravemente la biodiversità e il futuro del nostro Paese.

20 luglio 2017

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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