Canile Pippolandia
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Ittiri (SS) – Il canile “Pippolandia” dissequestrato dal Tribunale del Riesame.

La LNDC di Alghero non si arrende e prosegue nella battaglia di civiltà e legalità.

Per una manciata di giornate, durante le quali la custodia giudiziaria della struttura era stata affidata alla LNDC di Alghero, gli oltre 370 cani segregati nel canile “Pippolandia” di Ittiri (SS) avevano assaporato cosa significa benessere animale: attenzioni, cure, pulizia, rispetto e amore. Poi il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Salvatore Marinaro, ha deciso di togliere i sigilli al canile e di riconsegnare la struttura e soprattutto gli animali, “ospiti” coatti provenienti da 14 Comuni convenzionati, al titolare Giuseppe Casu.

Cani affetti da leishmaniosi avanzata e da altre gravi patologie, cani che si aggrediscono tra loro per mancanza di spazio, che stanno tutto il giorno in mezzo agli escrementi, con le zampe perennemente “a mollo” nei ristagni d’acqua causati dall’errata pendenza della pavimentazione. Femmine che partoriscono perché non sterilizzate, box – loculi da dove non escono mai e nella maggior parte dei quali i gocciolatoi per abbeverarsi sono guasti e in cui i reclusi devono sdraiarsi sul cemento umido e gelido per mancanza di cucce o anche soltanto di pedane di legno. Un pozzo nero stracolmo di escrementi e a malapena ricoperto da pezzi di lamiera e tutte le altre allucinanti situazioni descritte nella denuncia presentata alla magistratura da Eva Bianchi, presidente della Lega del Cane di Alghero, e nel verbale del Corpo Forestale, sono state giudicate accuse “insussistenti” dal Tribunale del Riesame. Ora la parola, ovvero la facoltà di fare opposizione o meno al dissequestro, spetta al Pubblico Ministero Giovanni Porcheddu che aveva disposto il provvedimento.

Nel frattempo la presidente algherese Eva Bianchi e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane non si arrendono. Anzi, proseguono la loro battaglia di civiltà, legalità e trasparenza nelle sedi più disparate, anche attraverso pubbliche denunce di informazione in merito a quanto è accaduto e accadrà. Certamente in questa vicenda, saranno chiamati a rispondere tutti coloro che hanno causato e permesso una situazione tanto grave quanto illegale: Comuni, Asl e regione.

Dopo una attenta conta dei cani, all’interno di “Pippolandia” – struttura che si può definire labirinto – a oggi , risultano essere presenti quasi 400 animali. Ma il 10 gennaio scorso Giuseppe Casu dichiarava alla stampa: “Nel 2012 il Servizio sanitario della Asl ha effettuato ben quattro controlli nel nostro canile senza aver riscontrato niente di quanto viene denunciato nella nota della “Lega”. I cani affidati alla nostre cure sono circa duecento e dispongono, mediamente, di sette-otto metri quadri a testa. L’intera struttura è completamente isolata termicamente e le bestie vengono, quotidianamente, lasciate libere di correre nel terreno circostante”.

Ai 14 Comuni convenzionati con “Pippolandia” ricordiamo che il benessere dei cittadini come quello degli animali, per l’organo monocratico a capo del governo di un Comune, deve essere la norma di tutti i provvedimenti. Pertanto, i cani non sono rifiuti da conferire in mega discariche a un tanto al chilo ma cittadini del proprio territorio e come tali soggetti di diritto.

Nondimeno, anche in caso di “trasferimento”, il Sindaco rimane il responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni e deve obbligatoriamente effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali, non meno di una volta l’anno; dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio Comunale anche nel rendiconto della gestione.

Secondo quanto riportato dalla stampa, lo scorso anno, a seguito delle denunce della Bianchi, l’assessore comunale alle Politiche ambientali del Comune di Sassari Monica Spanedda, aveva spiegato che nel canile non era stata riscontrata alcuna irregolarità. “Ho verificato io personalmente la situazione”– aveva detto la Spanedda – “i cani godono di buona salute e la situazione è ampiamente sotto controllo. Il canile ha l’autorizzazione dell’Asl e gli ispettori compiono verifiche periodiche”.

Ma le immagini mandate in onda il 22 dicembre scorso dalla web tv Sardegna Live hanno mostrato il contrario:sovraffollamento, assenza di prevenzione delle nascite, struttura non a norma, carenze igienico sanitarie, elevata mortalità dei cani, scarse o nulle adozioni, decessi non denunciati, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Dunque una storia che è sotto gli occhi di tutti ma che in pochi vedono e che pure dovrebbe riguardare ogni cittadino, se non altro per lo sperpero di denaro pubblico che vi sta dietro. Una storia dove gli attori sono tanti ma anche una storia di cui si vuole parlare poco perché, alla fine, il silenzio conviene a tutti. A chi non deve impegnarsi a risolvere il problema e a chi, su questo problema, continua a lucrare.

Ricordiamo che la LNDC di Alghero per curare, sfamare e accudire i cani di “Pippolandia” durante il periodo della custodia giudiziaria ha dato fondo alle proprie risorse. E anche adesso per proseguire la sua battaglia ha bisogno di aiuto. I costi sono ingenti, e per vincere abbiamo bisogno di ogni aiuto possibile: tutti insieme e solo tutti insieme possiamo fare la differenza.

Per chi volesse dare una mano anche con un piccolo contributo può farlo mandandolo a:

Ass. Lega Nazionale per la Difesa del Cane Sezione di Alghero
Iban: IT92N0100584890000000003932BNLIITRASSX

17 gennaio 2015

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ufficio Stampa
Tel. e fax 02.26116502
www.legadelcane.org

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