Il mercato del dolore
La prima domanda che ci si pone quando si vede una persona indossare una pelliccia è: come fa a non sentirsi in colpa? Come può sentirsi a suo agio nella pelle di un altro? Come fa a portare con tanta disinvoltura qualcosa per cui qualcun altro è stato ucciso?
La pelliccia ebbe negli anni passati un successo enorme; una donna non si sentiva elegante se non ne possedeva almeno una.
Nessuno si è mai posto il problema da dove arrivassero tante pelli e soprattutto come fossero state prese tante pelli. L'ignoranza, la vanità, il menefreghismo hanno fatto in modo che durante tutti questi anni, milioni di milioni di animali sono stati massacrati.
Negli anni successivi, alcuni filmati di animali uccisi per la loro pelliccia sono entrati nelle nostre case, la nascita di associazioni animaliste ha denunciato e mostrato a tutto il mondo quale orribile mercato c'era dietro queste pelli. La risposta di molti fu che non lo sapevano; che non lo immaginavano.
La domanda ai giorni nostri è: adesso che si sa, perché la gente ha il coraggio di portare ancora le pelli di un altro?
I terribili e impensabili massacri a cui tutti questi dimenticati animali sono stati e sono sottoposti non possono e non devono passare sotto silenzio. Chiunque deve avere ben impresso nella sua testa che dove c'è morte non ci può essere bellezza; che dove c'è tortura, sopruso, sofferenza non ci può essere nessuna forma di moda e di vanità.
Negli ultimi tempi, poi, si è scoperto che anche animali come gatti e cani vengono scuoiati vivi per la loro pelliccia, per poter ornare (sic!) giacche e giacconi.
La presa di coscienza di tanta parte dell'umanità su questo orrore non è ancora, purtroppo, una realtà tangibile. E infatti, a gennaio riprenderà, con il benestare dei soliti governi, la caccia ai cuccioli di foca, ignari, teneri fagotti per cui la pelliccia è solo una parte di sé, mentre per l'uomo è l'appropriazione indebita di una parte di un altro.
Morire perché si ha una bella pelliccia è davvero morire per un Nulla.
Trattati come oggetti, come cose prive di sentimenti: questo è quello che succede.
Chissà, forse, se il Creatore avesse potuto immaginare tanto orrore li avrebbe fatti nascere glabri!
Daniela Bellon