Ibriwolf – perplessità
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Il costoso progetto Ibriwolf suscita le perplessità di Lega Nazionale per la Difesa del Cane che ha richiesto l’accesso agli atti amministrativi.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha inoltrato alla Provincia di Grosseto formale richiesta di accesso agli atti amministrativi relativamente il progetto Ibriwolf, finanziato in gran parte dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life. La finalità di Ibriwolf, ormai giunto al termine, è l’identificazione e la rimozione dal territorio dei canidi vaganti incrociati con lupi all’interno di due aree pilota della Toscana. Nato con l’intento di salvaguardare il patrimonio genetico del lupo, il progetto peraltro ha sempre guardato con un occhio di riguardo alle problematiche degli allevatori ai quali vengono rimborsati per legge soltanto i capi perduti a causa degli attacchi di lupi e non per quelli presi di mira da incroci con gli stessi o da cani randagi.

Non sono quindi pochi gli interrogativi che LNDC si pone relativamente a Ibriwolf, nel cui ambito, con “l’irrisorio” contributo di 2.296.659 euro, dopo oltre tre anni di attività, sono stati catturati soltanto due esemplari di presunti ibridi, oltre a una cucciolata di dieci unità. Cucciolata fra l’altro prelevata senza tener conto del benessere animale, in quanto caratterizzata da un’età decisamente esigua (circa cinque giorni), con la prevedibile conseguenza del decesso di quattro di essi.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane dissente fermamente da un simile modus operandi, il cui intento primario è palesemente di natura scientifica e legata a interessi produttivi, mostrando indifferenza per la sorte di animali rei soltanto di essere presumibilmente incrociati con una specie protetta quale sono i lupi. Presumibilmente in quanto l’ibridazione è geneticamente riscontrabile soltanto fino alla seconda generazione, già dopo la terza e la quarta si fanno ipotesi non avendo certezze. Dichiarazione questa resa proprio dal responsabile scientifico di Ibriwolf, il prof. Luigi Boitani dell’Università La Sapienza di Roma, per il quale questa tipologia di animali andrebbero abbattuti; sulla base di questo pensiero pertanto non ci si stupisce che si sottraggano senza remore dei cuccioli alle indispensabili cure materne, laddove il giustificare un remuneratissimo progetto ha la priorità sull’esistenza degli stessi.

Molteplici i dubbi pertanto che Lega Nazionale per la Difesa del Cane si pone in merito a Ibriwolf, considerando più che lecita la richiesta inviata alla provincia grossetana relativamente l’erogazione di fondi pubblici così rilevanti ma le cui modalità di impiego appaiono carenti in materia di trasparenza ma soprattutto caratterizzate da uno scarso interesse in merito alla tutela degli animali che per LNDC è invece di primaria e imprescindibile importanza.

Michele Di Leva – Responsabile LNDC Caccia e Fauna selvatica

14 novembre 2014

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Ufficio Stampa
Tel. e fax 02.26116502
www.legadelcane.org

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