Febbraio 2011 - Cantu' - La Tremonti: i randagi costano "Sopprimere i non adottati"

8 febbraio 2011

La Tremonti: i randagi costano “Sopprimere i non adottati”

CANTU’ – Più soldi destinati ai randagi di quanti ne finiscano alla Protezione civile. Cifre che secondo il consigliere Angiola Tremonti sono «ingenti» e «dispensate con facilità». Tanta da proporre una soluzione drastica: la soppressione degli animali ospiti nel canile di Mariano che dopo un certo periodo di permanenza non siano stati adottati. 

Di fronte a una simile uscita, i volontari dell’associazione Gli amici del randagio prendono posizione duramente con il presidente Marco Folloni: «Non ho davvero parole di fronte a una simile dichiarazione da parte di un esponente politico, che domani potrebbe essere chiamato a guidare la città. Non può certo essere la signora Tremonti a decidere della vita e della morte di un essere vivente: la sua è un’idea paranazista».

A finire nel mirino della sorella del ministro delle Finanze, stavolta, è il canile di Mariano, struttura consortile la cui gestione viene finanziata da 14 Comuni della zona. A Cantù tocca la quota più sostanziosa – circa 18 mila euro l’anno – stabilita in base alla popolazione. Angiola Tremonti ha richiesto in municipio documentazione relativa ai bilanci della struttura – costi, cani in entrata e in uscita – lamentando però di non avere avuto però risposte adeguate. “Ho colto che si va a spendere pro capite più di canile che di protezione civile”. E date le ristrettezze dei bilanci, secondo Angiola Tremonti «si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare. Il randagismo crea grandi criticità». A saperlo bene sono i volontari de Gli amici del randagio: “Noi riceviamo dai Comuni 50 centesimi annui per ogni abitante” dice Marco Folloni. Una cifra che non basta a coprire le esigenze di ogni cane, che viene nutrito, accudito e curato se malato: «Per questo – prosegue – abbiamo sempre contato sui volontari, e ci siamo inventati molteplici iniziative, dai banchetti alle feste, per raccogliere fondi. Ci rendiamo conto che la situazione economica sia difficile, e infatti abbiamo dato la nostra disponibilità al Comune di Mariano perché riduca il contributo annuale. I nostri bilanci sono trasparenti e a disposizione di chiunque li voglia vedere».

fonte: laprovinciadicomo.it

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Uccidere per soldi (risparmiati)

In merito alla notizia riportata da “La Provincia” di Como, circa la proposta di soppressione eutanasica dei cani non adotattati, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane rammenta alla Consigliere Comunale Angiola Tremonti, la vigenza della Legge 281 del 1991 che all’art. 2. vieta espressamente a soppressione dei cani ricoverati presso i rifugi.

“La Regione Lombardia dovrebbe porsi ancora una volta su un piano di avanguardia nazionale attraverso seri interventi di prevenzione poiché è stata sempre esempio di civiltà, e non farsi “portavoce” di una proposta insensata e che lascia profondamente indignati – commenta Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – dal 1991 esistono non solo obblighi ma anche aiuti economici per chi è in grado di far funzionare un servizio a tutela di nostri compagni di viaggio la cui soppressione immotivata è reato punito dal codice penale. Lo Stato e la Regione promuovono la corretta convivenza uomo animale e questa proposta va in direzione opposta. Gli amministratori Comunali hanno come primo compito quello di essere di esempio nel rispetto della legge. Credo che la Sig.ra Tremonti debba rendere conto agli elettori sul piano politico mentre sarà la magistratura a dover accertare eventuali profili penali che si aggiungono e non si sostituiscono ad un giudizio democratico che non può che essere negativo. Invito i cittadini della civilissima Cantù –ha concluso la leader animalista- che hanno a cuore l’esistenza dei loro compagni di vita a rivolgersi alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane al fine di costituire un presidio di legalità sul territorio”.

”La legge che vieta la soppressione eutanasica dei cani nei rifugi –rammenta Gian Luca Scagliotti, Avvocato, Consigliere della Lega Nazionale per la Difesa del Cane- è stata ed è all’avanguardia in Europa: riportare l’orologio dei diritti indietro di 20 anni è sempre sbagliato. La 281 del 1991 dove applicata correttamente ha dato buoni risultati e risparmi economici per quelle amministrazioni virtuose che hanno saputo far funzionare il servizio.”

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane infine invita i cittadini italiani che hanno a cuore la tutela degli animali ad esprimere il proprio educato ma fermo dissenso a questa proposta all’indirizzo della Consigliera Comunale Angiola Tremonti.

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