Caso Csinszka: LNDC scrive al Ministro Lorenzin e all’Ambasciatore ungherese

Alla c.a.

On. Beatrice Lorenzin
Ministero della Salute
E-mail: segreteriaministro@sanita.it

Gabinetto
Capo di Gabinetto
Cons. Giuseppe Chiné
E-mail: segr.capogabinetto@sanita.it

Segreteria del Ministro Beatrice Lorenzin
Capo della segreteria
Vice Prefetto dott.ssa Fabia D’Andrea
E-mail: segreteriaministro@sanita.it

Segreteria particolare del Ministro
Dott. Emanuele Calvario
E-mail: segreteriaministro@sanita.it

Capo Segreteria Tecnica del Ministro
Dr. Roberto Scrivo
E-mail: segr.tecnicaministro@sanita.it

Segretariato Generale
E-mail: segretariato.generale@sanita.it
Pec: seggen@postacert.sanita.it

Segreteria del Sottosegretario
Dr. Vito De Filippo
Email: segreteria.defilippo@sanita.it

e p.c.

Organismo Indipendente di valutazione
Presidente Prof. Marco SEPE
E-mail: oiv@sanita.it
PEC: oiv@postacert.sanita.it

Milano, 26 febbraio 2016

Egregio Ministro Lorenzin,

le scrivo in merito al rifiuto del Suo Ministero di consentire il trasferimento in Italia di Csinszka, una cavalla ungherese condannata a morte dalle leggi del suo Paese di origine essendo affetta da AIE (Anemia infettiva equina). Tale patologia nel nostro paese non equivale a una condanna a morte e quindi l’associazione Italian Horse Protection onlus si è resa disponibile ad accogliere Csinska in una propria struttura autorizzata, dove sono già ospitati altri animali sieropositivi e in ottima salute.

L’Italia è un paese all’avanguardia in materia di AIE e i progetti di studio condotti dal Suo stesso Ministero hanno evidenziato una incidenza irrilevante della malattia. Tuttavia, Silvio Borrello, direttore generale della Sanità animale e del farmaco veterinario, ha negato il consenso al trasferimento del povero animale senza un valido motivo.

La vita di Csinszka è nelle Sue mani, Ministro Lorenzin, poiché la Direttiva 156 del 30 novembre 2009, in merito agli scambi intracomunitari di cavalli, concede la possibilità di deroghe che al momento sono utilizzate solo per mandare i cavalli alla macellazione o per spostamenti da e per gli ippodromi. Mi appello quindi a Lei affinché, almeno per una volta, si conceda una deroga al fine di salvare un animale invece di condannarlo a morte o allo sfruttamento, mostrando un concreto amore e rispetto per la vita di una creatura senziente che non ha colpe e non rappresenta un pericolo per nessuno.

Confido nel Suo intervento urgente per fermare questo ennesimo animalicidio di Stato perpetrato dall’ignoranza e dalla insensibilità nei confronti di chi non ha mezzi per difendersi.

Cordiali saluti

Piera Rosati

Presidente Nazionale
Lega Nazionale per la Difesa del Cane

S.E. Sig. Péter Paczolay
Ambasciatore straordinario e plenipotenziario
Via dei Villini 12-16
00161 Roma
mission.rom@mfa.gov.hu

Milano, 26 febbraio 2015

Signor Ambasciatore,

Le scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Associazione che da oltre sessantacinque anni opera su tutto il territorio nazionale per tutelare gli animali di ogni specie.

Esprimo il mio più sincero rammarico e la mia più profonda indignazione per la decisione delle autorità sanitarie del Suo Paese ai danni della povera cavalla Csinszka, affetta da AIE (Anemia Infettiva Equina) e pertanto condannata a morte tramite iniezione letale. I proprietari dell’animale hanno chiesto aiuto all’associazione italiana IHP-Italian Horse Protection onlus, che si è resa subito disponibile, poiché nel nostro Paese non è prevista la soppressione per i cavalli affetti da tale patologia. Purtroppo però il Ministero della Salute ha negato il consenso al trasferimento di Csinszka, pur avendo la facoltà di derogare alle disposizioni della Direttiva 2009/156/CE relativa al trasferimento intracomunitario dei cavalli.

Ho già scritto personalmente al Ministro della Salute – Beatrice Lorenzin – chiedendole di tornare sui suoi passi e permettere di salvare la vita a Csinszka e per lo stesso motivo scrivo a Lei. Considerando la rilevanza mediatica che sta avendo questo caso, su cui è stato pubblicato anche un articolo della giornalista Margherita D’Amico sul quotidiano La Repubblica, La invito a intercedere presso il nostro Ministero della Salute affinché la cavalla possa essere accolta nella struttura della suddetta Associazione IHP, dove potrà essere accudita e seguita come merita.

Al contempo, La prego di intercedere presso il Suo Governo affinché scelga, per tutti gli equidi affetti da questa patologia, la stessa linea applicata dal nostro Paese. In Italia, infatti, gli equidi risultati sieropositivi a seguito di controlli possono continuare a vivere a patto che vengano detenuti in ben specificate condizioni di sicurezza, tali da evitare eventuali contagi. Una scelta di civiltà che non può più aspettare nel terzo millennio e che sarebbe espressione di un sincero e concreto amore per la vita in tutte le sue forme.

Fiduciosa che accoglierà positivamente questa mia istanza, voglia gradire Signor Ambasciatore i sensi della mia più alta considerazione.

Piera Rosati

Presidente Nazionale
Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Csinszka

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